Minelli (Cooperativa Intrecci): «Negli occhi abbiamo ancora il dramma di Lampedusa, perché perdersi in inutili contrapposizioni?»

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In merito alla polemica relativa alla proposta di destinare Villa “Mater Dei” di Masnago a centro di accoglienza per richiedenti asilo, intervengono il presidente della cooperativa Intrecci Massimo Minelli e padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, il servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia.

«Abbiamo ancora negli occhi le immagini tremende di Lampedusa – ha dichiarato Massimo Minelli, presidente della Cooperativa sociale Intrecci, promossa da Caritas Ambrosiana e di Federsolidarietà Lombardia – e nel cuore l’eco delle parole di Papa Francesco e dobbiamo perderci in polemiche spicciole di breve respiro, discutendo di dodici posti d’accoglienza in più a Varese? Spiace davvero che si mettano ostacoli a un programma, lo Sprar, che è uno strumento istituzionale promosso e organizzato dal Ministero dell’Interno e dall’Anci, da molti anni, anche quando al Viminale c’era Roberto Maroni. Si tratta di un programma d’accoglienza che ha dato risultati importanti; anche qui a Varese, dove è in opera dal 2001, ha visto finora una collaborazione positiva tra Caritas, cooperativa sociale Intrecci e Amministrazione comunale. In dodici anni sono state accolte più di 2.500 persone rifugiate, senza che ci siano stati problemi significativi di ordine pubblico o di altra natura. Spiace anche registrare il fatto che si vogliano confondere, ancora una volta, clandestini e rifugiati, persone cioè che richiedono asilo perché fuggono da guerre e persecuzioni. Varese dovrebbe essere orgogliosa di offrire al Paese un modello d’accoglienza efficiente e efficace, che ha prodotto finora integrazione sociale in un clima di grande collaborazione. Spiace invece leggere le accuse sprezzanti di essere dei professionisti della carità. L’utilizzo di espressioni di questo genere segnala la completa ignoranza di ciò che oggi è il welfare, un sistema integrato di enti e operatori pubblici e del privato sociale. Non vogliamo qui rivendicare meriti, ma sottolineare che i nostri operatori si mettono quotidianamente, accanto ai tantissimi volontari, a disposizione di questo sistema integrato a vocazione pubblica. Insomma, non ci facciamo gli affari nostri, ma cerchiamo di promuovere insieme alle Istituzioni l’accoglienza e l’assistenza di chi fa più fatica, sia esso italiano o rifugiato».

Anche padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli interviene per precisare alcuni aspetti: «Crediamo sia un gesto importante, anche dopo i richiami del Papa, mettere a disposizione una struttura come Villa “Mater Dei”, da anni chiusa. Rimaniamo davvero stupiti di venire investiti da una polemica di così piccolo cabotaggio. Auspichiamo una presa di coscienza di tutte le persone e istituzioni coinvolte da questa vicenda, perché fare di Villa “Mater Dei” un polo d’accoglienza intelligente e d’integrazione sociale e culturale può rappresentare un segnale nuovo per tutto il nostro Paese».

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