Una proposta rivolta ai preti novelli che ricevono il primo incarico di 3 anni e a quanti vivono i successivi 5 anni di ministero

di Luisa BOVE

Pellegrinaggio Ismi

La Formazione permanente del clero comprende anche l’Ismi (Istituto sacerdotale Maria Immacolata) per l’accompagnamento dei preti giovani. «Il suo obiettivo – si legge nel documento di presentazione – è promuovere un’esperienza di gioiosa e sapiente appartenenza al presbiterio, in profonda e filiale comunione con il Vescovo». In pratica l’équipe di formazione «assumerà la forma di una vicinanza discreta, ma efficace ai giovani presbiteri» per aiutarli ad affrontare l’inizio del loro ministero e per sostenere «con serena fermezza le inevitabili fatiche, affrontando con passione e intelligenza gli interrogativi».

I preti giovani, oltre a curare il loro cammino personale, parteciperanno a momenti comuni che la diocesi stessa indicherà loro. La proposta dell’Ismi andrà ai preti novelli che riceveranno il primo incarico di 3 anni e a coloro che vivono i successivi 5 anni di ministero. Il percorso quindi durerà 8 anni e prevederà una serie di incontri e iniziative nel corso dell’anno pastorale.

Saranno tutti invitati a partecipare a un corso di esercizi spirituali – l’Ismi ne proporrà due all’anno -, lasciando a ciascuno la possibilità di sceglierne anche altri; poi ci sarà una tre-giorni residenziale di classe e infine il tanto atteso pellegrinaggio con l’Arcivescovo nei luoghi di un santo. Il cardinale Angelo Scola, al quale è stata sottoposta una terna, ha già scelto come figura spirituale Giovanni Paolo II. «Abbiamo già preso contatto con l’Arcivescovo di Cracovia che è molto felice di accoglierci – assicura don Pierantonio Tremolada, responsabile della Formazione permanente del clero, che oggi, insieme ad alcuni collaboratori, è partito per la Polonia -. Faremo un sopralluogo di qualche giorno per preparare il pellegrinaggio che si terrà dal 16 al 20 aprile, incontreremo il segretario dell’Arcivescovo e concorderemo con lui il percorso».

Tornando agli incontri periodici per i preti dell’Ismi, nel corso dell’anno i novelli parteciperanno a una giornata e mezza con scadenza mensile (7 in tutto), mentre negli anni successivi gli appuntamenti si ridurranno. Negli incontri con i preti giovani si darà «priorità al silenzio, alla preghiera, all’ascolto della Parola di Dio e alle celebrazioni liturgiche, ma anche a un giusta distensione». Alla fine del quinquennio è comunque prevista una Settimana residenziale alla quale partecipa anche il Vicario generale «per una verifica del cammino compiuto insieme e per uno sguardo al futuro».

Un invito particolare va anche allo studio: «È saggio fare in modo che i giovani preti non perdano l’abitudine alla riflessione critica e alla lettura». Anche «l’impegno a conoscere il proprio tempo, ad amarlo e a interpretarlo con verità è parte del ministero presbiterale – si legge ancora nel documento -. Da qui la necessità di mantenersi in costante ascolto degli eventi sociali e culturali in atto, per riconoscere i processi in corso e non trovarsi impreparati di fronte agli interrogativi che essi suscitano».

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