La Redditio Symboli segna l’inizio del percorso che li accompagnerà nell’anno voluto da Benedetto XVI

di Maurizio TREMOLADA
Responsabile Servizio per i giovani

Tremolada-Scola

In questo nuovo anno pastorale la Redditio Symboli segna l’inizio del percorso «Varcare la soglia» che accompagnerà i giovani nell’Anno della fede voluto da Benedetto XVI. Lo slogan del cammino riprende l’immagine che il Papa richiama nella Lettera apostolica Porta Fidei ricordando che quella soglia «introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa. Se attraversare quella porta comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita e che inizia con il Battesimo», l’età giovanile è la stagione della vita più favorevole per confermare quel cammino e renderlo decisivo per la propria esistenza. L’itinerario spirituale pensato in questo nuovo anno pastorale prevede incontri diocesani, di zona e nei gruppi giovanili delle Unità di Pastorale giovanile. Gli incontri diocesani vedranno la presenza dell’arcivescovo Angelo Scola durante le veglie – Redditio e Traditio – e in due sere dedicate al dialogo con i giovani sulle domande della fede nei mesi di gennaio e febbraio. L’icona sintetica di «Varcare la soglia», in linea con  il Progetto di Pastorale giovanile, è la pagina del Vangelo di Luca cha ha come protagonisti i discepoli di Èmmaus, e in particolare la soglia della loro casa che i discepoli varcano due volte nella stessa sera, in entrata e in uscita. Varcare la soglia in entrata, invitando anche Gesù che non hanno ancora pienamente riconosciuto, significa, per i discepoli di Èmmaus e per tutti i giovani, mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia e il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo. Questo lo si vivrà in particolare nei tempi dell’Avvento e della Quaresima proponendo ai giovani l’esperienza degli Esercizi spirituali e un appuntamento settimanale di preghiera, comunitario o personale. Varcare quella stessa soglia in uscita, mostra come la fede che si rende operosa per mezzo della carità diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell’uomo. Questo lo si vivrà, per quanto riguarda la dimensione caritativa, attraverso le proposte di Giovani e Servizio, e nella dimensione missionaria del racconto e della condivisione della fede. La veglia di venerdì sera, che avvierà questo cammino, cerca di dare risposta a cosa significhi tenere presente, nella mente e nel cuore, il simbolo della nostra fede, attraverso la pagina evangelica di Marco (Mc 9, 14-29) in cui un padre porta da Gesù il proprio figlio malato perché lo guarisca. E quell’uomo afferma davanti a Gesù: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Perché cerchiamo il Signore? Non basta sapere che esiste, occorre comprendere che ha a che fare con la nostra vita, perché la nostra fede è la storia reale dello stare con Gesù nella preghiera e nell’appartenenza a una comunità. Può nascere da qui il desiderio di raccontare agli altri la bellezza del nostro credere e di testimoniare la gioia del Vangelo. Il percorso della veglia, con i testi e le preghiere, in particolare con le domande che interpellano tutti, può mettere i giovani sulla strada del cammino dell’Anno della fede e può aiutarli a entrare in loro stessi per riflettere e iniziare a condividere con gli altri il racconto del loro vissuto cristiano. Così, mentre i 19enni consegnano al vescovo la loro Regola di Vita, tutti i giovani condividono il proposito di un cammino intenso per riflettere, confessare e testimoniare la propria fede.

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