Don Tarcisio Bove, vicepresidente della Fondazione, ne illustra finalità e modalità operative. Grazie alle offerte dei confratelli, nel 2015 sono stati assistiti 356 preti. Solo una parrocchia su due, invece, invia le offerte raccolte durante la Messa in coena Domini

di Cristina CONTI

Don Tarcisio Bove

Nel prossimo Giovedì Santo, come da tradizione, durante la Messa crismale in Duomo i sacerdoti concelebranti con l’Arcivescovo sono invitati a una donazione destinata alla Fondazione Opera Aiuto Fraterno, nata nel 1996, dopo il Sinodo, allo scopo di aiutare i preti malati e in età avanzata, in prospettiva dell’incremento del numero di presbiteri anziani.

Il gesto di solidarietà del Giovedì santo prevede inoltre che – come stabilito nel 2005 da un decreto del cardinale Dionigi Tettamanzi – in tutte le chiese della diocesi (comprese quelle affidate a religiosi) anche le offerte dei fedeli raccolte durante la messa in Coena Domini – celebrata nel tardo pomeriggio, oppure alla sera – siano devolute alla stessa Fondazione, quale riconoscimento verso l’operato dei loro preti: un’occasione per farsi sentire loro vicini in modo concreto. «I soldi vengono poi destinati a coprire i costi sociali dei sacerdoti anziani – spiega don Tarcisio Bove, vicepresidente della Fondazione -, dalle prestazioni infermieristiche fino alla copertura delle rette delle Residenze sanitarie assistenziali, oggi diventate molto alte. Se infatti il ministero del prete dura tutta la vita, quando gli anni passano aumentano le difficoltà di salute che anche loro devono fronteggiare».

Cure odontoiatriche, assistenza medica, visite specialistiche: sono tante le voci di spesa che i preti anziani non riescono a “coprire” con la sola pensione. Negli anni la sensibilità dei sacerdoti verso i loro confratelli in difficoltà è cresciuta: grazie alle offerte, infatti, nel 2015 è stato possibile aiutare 356 preti. «Evidentemente ci si è accorti dell’importanza che questo servizio ha con il passare degli anni e l’incremento dell’età anagrafica», rileva don Bove.

Diversa la situazione per quanto riguarda la raccolta delle offerte tra i fedeli: «Attualmente è il 50% delle parrocchie ambrosiane che fa pervenire alla Fondazione le offerte raccolte durante la Messa in coena Domini», precisa don Bove. Per accrescere la consapevolezza al riguardo, la Fondazione organizza anche incontri nei Decanati, per spiegare le modalità con cui il clero usufruisce di queste risorse e per sensibilizzare sulle potenzialità dei sacerdoti nelle diverse stagioni della vita. La collaborazione tra Formazione permanente del Clero e Fondazione Opera Aiuto Fraterno, inoltre, fa da sfondo costante ad attività e iniziative per prendersi cura dei presbiteri affinché possano godere di soddisfacenti condizioni di vita in tutte le situazioni, anche le più faticose.

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