Redazione

Uno Statuto delle autonomie, quello approvato in prima lettura dall’aula del Consiglio regionale lombardo (61 a favore, 9 astenuti, un non partecipante), dopo la discussione dei 127 emendamenti presentati. Con il nuovo Statuto, la Lombardia diventa “Regione Autonoma”. Elezione diretta del presidente, innovazione introdotta nel ’99 dalla riforma Bassanini, che però lasciava la possibilità di decidere alle singole Regioni. I consiglieri rimarranno 80, con l’obbligo, però, di avere almeno un rappresentante per ogni Provincia. Gli assessori resteranno 16, ma sarà introdotta la figura dei sottosegretari del Presidente (al massimo quattro), che parteciperanno alla Giunta senza diritto di voto. Possibilità poi di sfiduciare il Presidente, con scioglimento automatico del Consiglio, anche se i consiglieri resteranno in carica fino alla proclamazione dei nuovi eletti. Due gli organismi introdotti dalla magna charta lombarda: commissione garante dello Statuto (una sorte di Corte costituzionale regionale) e il consiglio delle autonomie locali che rappresenta gli enti locali e deve dare un parere obbligatorio sui progetti di legge che li riguardano. La legge porta da 90 mila a 300 mila le firme autenticate necessarie per lo svolgimento di un referendum abrogativo. Nello Statuto viene inoltre istituita la festa regionale della Lombardia. (a.g.)

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