Attenzione agli emarginati ma anche alla vita di tutti i giorni con attività per i ragazzi degli oratori, i giovani e gli anziani

di Cristina CONTI

Sant'Ambrogio a Settala

Attenzione ai bisogni del prossimo: dagli emarginati ai disoccupati, dai giovani agli anziani. Sono tante le attività che si svolgono nella Comunità pastorale Giovanni Paolo II di Settala. A partire dall’Associazione Pantonoikia, (casa di tutti). Una realtà dedicata a chi vive per strada.

Nata nel 1983, ha avuto tra i fondatori don Giovanni Brovelli, dopo che il cardinale Martini aveva posto l’attenzione sul problema degli immigrati. Oggi ha oltre 30 anni, ma è più che mai attuale. Una casa aperta a tutti, senza porte e barriere di razza, colore o religione. L’unica condizione per entrarvi è trovarsi in grave necessità. «Siccome i più poveri allora erano stranieri, non riconosciuti in Italia, né difesi da alcuna legge, la “Pantonoikia” si è aperta soprattutto e in modo particolare alle famiglie – spiega don Gilberto Orsi, responsabile della Comunità Pastorale -. Perché, se un uomo da solo per la strada può anche cavarsela, quando ci sono donne e bambini sopravvivere diventa davvero difficile. Alla nascita dell’associazione non c’erano ancora centri di accoglienza e anche i più piccoli dovevano arrangiarsi a dormire negli scatoloni vicino alle stazioni, insieme alle loro madri».

Nel giro di pochi anni l’iniziativa ha assunto dimensioni sempre più grandi. Alla prima casa di accoglienza, infatti, hanno fatto seguito altre cinque, dislocate in diversi paesi, per un totale di circa 100 posti. Poveri, emarginati, malati, donne vittime di violenza oppure ragazze madri: questi i principali ospiti di queste strutture e in tempi di crisi sono sempre più non solo gli stranieri, ma anche gli italiani che si rivolgono a “Pantonoikia” per avere un aiuto concreto. Mentre la Caritas locale si occupa in modo particolare di distribuire i viveri alle famiglie più bisognose.

I ragazzi si ritrovano invece negli oratori. In particolare in estate si raggiungono i numeri più elevati. Caleppio ha una struttura grande e si organizza in modo autonomo, mentre Premenugo e Settala svolgono la loro attività insieme: lo scorso anno i partecipanti sono stati 260 da una parte e altrettanti dall’altra, mentre gli animatori coinvolti sono stati 40 e 40. «Da noi si svolge anche un buon lavoro di catechesi. Ci sono in particolare due gruppi giovani: uno a Settala porta avanti con me momenti di Scuola della Parola e lettura del Vangelo, l’altro a Caleppio si ritrova la domenica sera e ha un taglio più culturale e sociologico. Per quanto riguarda gli oratori, fino a qualche mese fa avevamo anche un giovane prete di colore che dava una mano a Premenugo», aggiunge don Orsi.

Anche gli anziani si ritrovano insieme in gruppetti nei giorni feriali. «Per il momento non siamo ancora riusciti a realizzare un vero e proprio gruppo della terza età, ma ci stiamo lavorando», precisa don Orsi. Dal punto di vista sociale, il Comune ha un proprio centro che dà una mano a questa fascia d’età con servizi dedicati, tra cui una mensa a mezzo giorno e visite sanitarie.

 

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