Secondo le associazioni scolastiche, positive le linee di indirizzo regionali che confermano i contributi per la dote scuola

Il sistema della IeFP (formazione professionale) è un canale strategico per combattere gli abbandoni scolastici, elevare la preparazione culturale e professionale dei giovani, favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro a beneficio di importanti settori del sistema manifatturiero e terziario dell’economia lombarda. Allo stesso modo, le scuole dell’infanzia autonome svolgono un compito formativo ed educativo insostituibile per i bambini e le bambine e un servizio alle famiglie, favorendo la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro a vantaggio delle madri e dei padri». È questo uno dei passaggi di un documento firmato da diverse realtà del mondo scolastico lombardo (Agesc, Age, Aimc, Aninsei, Cdo-Foe, Comitato politico scolastico, Confap, Diesse, Faes, Fidae, Filins, Fism e Uciim) in merito alle Linee di indirizzo sul bilancio discusse di recente dalla VII Commissione Cultura e istruzione e dalla Giunta regionale della Lombardia in tema di dote scuola, formazione professionale per l’anno 2014/15 e di scuole dell’infanzia per il periodo 2013/18.

Queste linee «confermano e rilanciano scelte strategiche che hanno già dimostrato la loro validità ed efficacia a favore della prosecuzione degli studi e dell’inserimento lavorativo dei giovani con limitate possibilità economiche, da un lato, e del pluralismo istituzionale e della libertà di educazione delle famiglie, dall’altro».

Inoltre, secondo le associazioni, «con questi orientamenti la Regione contribuisce alla riduzione delle disparità di trattamento economico tra cittadini che scelgono canali educativi e formativi autonomi rispetto allo Stato, ma pienamente inseriti, con pari dignità e valore, nel sistema pubblico».

Infatti, queste realtà ricordano che «le scuole paritarie, ai sensi della Legge 62/2000, come i CFP regionali, svolgono un servizio pubblico e fanno parte a tutti gli effetti del sistema nazionale di istruzione. Definirle strumentalmente come scuole "private" per escluderle dagli investimenti pubblici risulta pertanto fuorviante e discriminante».

Infine sottolineano che «la dote scuola introdotta dalla Regione Lombardia nelle scorse legislature è stata valutata positivamente a livello europeo e considerata una misura all’avanguardia. Non è un provvedimento assistenzialistico, ma un’azione che favorisce la libertà di scelta e il pluralismo educativo e formativo e dunque la realizzazione di un’alleanza educativa nella società, di cui la scuola è matrice, sostegno, possibilità di vero sviluppo».

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