Una esperienza che fa capo a don Claudio Burgio, cappellano del Beccaria. Dal carcere minorile alla comunità e un reinserimento sociale attraverso il lavoro

di Ylenia SPINELLI

catering

Se per i ragazzi di oggi una delle più grosse difficoltà è trovare un posto di lavoro, ancora di più lo diventa per quanti si sono lasciati alle spalle infanzie difficili, finite anche con il carcere.

A dare a questi adolescenti una speranza nel futuro e soprattutto una prospettiva concreta nel presente ci ha pensato don Claudio Burgio, classe 1969, cappellano del Carcere Minorile Beccaria di Milano e fondatore dell’associazione Kayrós, termine greco che indica il tempo opportuno, favorevole, in questo caso per crescere. La comunità, infatti, dal 2000 accoglie ragazzi italiani e stranieri inviati dai servizi sociali o segnalati dal Tribunale dei minori e da cinque anni a questa parte ha aperto le sue porte ai minori con carichi penali pendenti.

Don Burgio, che ha molto a cuore l’avvenire dei suoi ospiti, da poche settimane ha messo in piedi un servizio catering con un nome che è tutto un programma: “Dolci evasioni”. «Ho voluto chiamarlo così – spiega il sacerdote – per far capire ai ragazzi che l’uscita dal carcere non è solo un momento di disagio e di difficoltà, può diventare un tempo “dolce”, da spendere bene, rendendosi utili».

L’iniziativa del catering, che coinvolge un gruppo di ragazzi dai 16 ai 20 anni, nasce con l’intento di riscattare un’infanzia partita con il piede sbagliato e per favorire un reinserimento nella società. «Uno dei grossi drammi dei ragazzi in comunità è il lavoro – spiega don Burgio -. La nostra cooperativa si occupa di orientamento al lavoro e di un eventuale inserimento, così questa iniziativa segue quella dello scorso anno di pulizia dei cimiteri di Milano per conto di Amsa».

Alcuni adolescenti cominciano ad imparare i trucchi del mestiere dentro il carcere, frequentando i laboratori di cucina, panificazione e pasticceria, altri invece direttamente nella comunità Kayrós, dove sono seguiti da personale specializzato. E così oggi sono in grado di occuparsi di tutta l’organizzazione degli eventi, dalla preparazione del cibo al servizio in tavola. Il trasporto era il punto debole del catering, ma recentemente, con la donazione di un furgoncino da parte di PepsiCo Italia, anche questo problema è stato risolto e le prenotazioni non mancano!

«La grande prova – racconta il sacerdote – è stata l’allestimento del banchetto per la prima Messa di don Fabrizio Vismara, all’oratorio di Arluno, dove hanno cucinato per più di duecento persone, inoltre nelle scorse settimane i ragazzi si sono cimentati in vari rinfreschi in Seminario a Venegono e per una tesi di laurea. A ottobre, poi, so che saranno impegnati con un altro matrimonio».

A detta di don Claudio i giovani sono molto soddisfatti e motivati da questi primi esperimenti e ciò li spinge a migliorarsi sempre di più. Certo, ora l’attività va meglio strutturata per cercare di venire incontro alle esigenze dei tanti clienti che, senza pregiudizi, scelgono “Dolci evasioni” perché sanno che in questo modo la loro festa potrà aiutare molti ragazzi a mettere definitivamente da parte l’esperienza del carcere per iniziare a costruirsi un futuro migliore.

Chi fosse interessato ad un servizio catering curato da “Dolci evasioni”, può contattare Giusy della comunità Kayrós: cell. 338.2420040, email: giuseppina.re@kayros.it – www.kayros.it.

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