Il Fondo “Solidarietà al lavoro” di Lecco e il progetto “La comunità al lavoro” di Cinisello Balsamo

Giovane al lavoro

Da un anno a Lecco è nato un nuovo Fondo denominato “Solidarietà al lavoro”, promosso dalle parrocchie della città, dalla Caritas e da Consolida (Consorzio delle cooperative sociali) con l’immediata adesione attiva del Comune di Lecco e della Fondazione della provincia.

La creazione di questo nuovo strumento di solidarietà sociale nasce dalla volontà dei promotori di mettere a disposizione delle cooperative sociali del territorio lecchese uno strumento per favorire e sostenere con contributi economici, in maniera regolamentata, la stipulazione di contratti di lavoro a favore di disoccupati, residenti a Lecco, privi di qualsiasi prestazione economica da parte dell’Inps, e con particolari situazioni di disagio, riguardanti la condizione di monoreddito, il numero di figli minori a carico e ogni altro eventuale onere che grava sull’equilibrio familiare.

Per queste persone viene ricercata e promossa la possibilità di assunzione, con regolare contratto di lavoro presso le cooperative sociali, consentendo di accedere anche ai diritti legati al rapporto di lavoro, agli ammortizzatori sociali esistenti e a raggiungere i requisiti della pensione. Questo intervento esce pertanto dalla logica del contributo assistenziale e diventa un gesto promozionale che tenta di dare un lavoro e così restituire piena dignità di lavoratore.

Il bilancio è molto positivo: finora sono stati raccolti 145 mila euro; sono  35 le persone che rientrano nei requisiti previsti che hanno fatto richiesta; le 20 situazioni prioritarie sono già state prese in esame, tra queste in 13 sono stati avviati al lavoro con contratti a tempo determinato (chi per un anno, chi per sei mesi). Per gli altri si stanno svolgendo ulteriori verifiche sulle specifiche situazioni e ricercando occupazione presso le cooperative sociali.

«Durante la gestione di questo percorso abbiamo toccato con mano la fatica – sottolinenao i promotori – a volte drammatica, la vergogna di chiedere aiuto, la depressione di sentirsi inutile, la solitudine, la povertà. E ancora l’incertezza di molte persone espulse dal mondo del lavoro nello scorso anno e che stanno attraversando, ancora oggi, momenti estremamente difficili in quanto non si vedono ancora possibilità di reinserimento lavorativo e gli ammortizzatori sociali o sono finiti o sono in fase di esaurimento».

Il Fondo “Solidarietà al lavoro” non pretende di risolvere tutti i problemi, ma vuole essere, in un tempo di crisi economica così forte, testimonianza concreta della solidarietà e strumento per partecipare, insieme a tutte le istituzioni preposte, a ridurre le difficoltà e restituire dignità alle persone attraverso il lavoro.

Un lavoro temporaneo

Il progetto “La comunità al lavoro” ha proposto a tutta la comunità di Cinisello Balsamo di farsi carico di chi è in difficoltà a causa della perdita di lavoro, per un periodo sufficiente al suo reinserimento lavorativo o – almeno – alla possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali.

Grazie alla collaborazione di due cooperative sociali 14 disoccupati, privi di qualsiasi prestazione economica da parte dell’Inps, sono stati assunti con regolare contratto di lavoro per un periodo di 6 mesi o sufficiente ad accedere agli ammortizzatori sociali. Questa modalità di aiuto ha sostituito il “contributo assistenziale” con un lavoro temporaneo, restituendo dignità di lavoratore al beneficiario dell’iniziativa. «La risposta dei cittadini è stata estremamente positiva – dicono soddisfatti a Cinisello – e al termine del percorso abbiamo potuto disporre di un capitale di circa 160 mila euro, raccolto nelle parrocchie, da enti pubblici e istituzioni benefiche e dalle cooperative sociali».

Le persone assunte, coordinate dagli operatori delle due cooperative, sono state coinvolte nella manutenzione dell’arredo urbano, nelle aree verdi della città, operando in diversi parchi e piazze, verniciando e sistemando panchine e tavoli di legno, riparando staccionate, balaustre, arredi rotti o pericolanti nelle aree giochi, ridipinte fontanelle e recinzioni e posizionando nuovi cestini per i rifiuti. Tutte gli assunti si sono dimostrati corretti e responsabili.

«Questa esperienza ha fatto emergere quanto sia importante il “lavoro” visto come componente importante della crescita sociale della persona e strumento per consolidare la propria dignità di cittadino all’interno della società».

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