Dal rapporto Ama-Comune sulla qualità dell'ambiente a Milano, risultano i forti disagi provocati dalla musica ad alto volume e dagli schiamazzi notturni


Redazione

15/04/2008

di Cristina CONTI

Non bastavano i clacson, il rumore di ferraglia di tram e metrò senza manutenzione, i rombi del motore delle moto: continuo tormento di chi vive in città. Musica ad alto volume e schiamazzi disturbano le notti dei milanesi. È quanto si legge nel rapporto Ama e Comune sulla qualità dell’ambiente.

La zona Ticinese è il primo bacino di denunce. E sul banco degli imputati i primi a salire sono i locali notturni. Il 36,7% delle lamentele arrivate dai vigili urbani riguarda la musica ad alto volume. Arrivano poi le urla sul marciapiede, salite di sei punti in sei anni.

Secondo il documento il capoluogo lombardo è in ritardo sia sui tempi che sulle leggi. La norma quadro sull’inquinamento acustico è del 1995. «La mappatura di Palazzo Marino è finita solo ora e il piano di “azzonamento” della città per decibel arriverà in Giunta a giorni», annuncia l’assessore alla Mobilità Edoardo Croci.

Il documento classificherà il territorio in zone omogenee, fisserà i limiti delle emissioni, la tutela dei complessi residenziali, parchi, scuole, ospedali e centri per anziani e limiterà anche il peso di locali e discoteche nello stesso quartiere, costringendole a un potenziale trasloco.

«Ma c’è qualcosa che non va nel meccanismo di verifica del rumore – precisa Alessandro Barbetta, difensore civico -. Dalla prima segnalazione a un eventuale provvedimento passano almeno tre anni, dato il gran numero di richieste. Perché il Comune non si dota di strumenti adeguati».

Ogni zona ha il suo rumore. Se a San Siro il problema sono i concerti e i clacson del dopo partita, sui Navigli l’incubo dei residenti sono i locali notturni, mentre in corso Sempione non si dorme per colpa dei bar, che con l’arrivo della bella stagione offrono le bibite all’aperto.

Gli ultimi dati disponibili sugli interventi della polizia risalgono al 2006 e le richieste sono più di 14 mila. I quartieri più colpiti dai decibel alti sono Ticinese (1607 reclami), Venezia (1572), Magenta (1320) e Vigentina (1300). Ma le sanzioni sono state solo 647. Il motivo? Un appello su due viene accolto dal centralino, mentre 6408 richieste sono state inevase.

Per legge le aree residenziali e commerciali possono sopportare fino a 60 decibel di giorno e 50 di notte. Milano arriva a 73, ben cinque più di New York. Ma chi prende il metrò, secondo i dati Asl, deve sopportare fino a 94 decibel di rumore, a causa dei binari troppo vecchi.

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