Alla vigilia della Domenica delle Palme, nella veglia in Duomo, i giovani si interrogheranno sulla fatica di credere, sosteranno in preghiera davanti alla croce e riceveranno il Simbolo della fede. Diretta tv e web

di don Maurizio TREMOLADA
Responsabile del Servizio Giovani

Traditione Symboli 2014

L’espressione latina Traditio Symboli trae origine dal cammino catecumenale che fin dai tempi antichi prevedeva la “consegna del Credo”: i catecumeni, ricevuto il Simbolo, si impegnavano a impararlo a memoria per professarlo durante la veglia pasquale ricevendo i sacramenti dell’Iniziazione cristiana. Ecco perché la veglia in traditione Symboli, nel Duomo di Milano, sabato 19 marzo alle 20.45, porta con sé i tratti antichi di questa passione della Chiesa nel consegnare il dono della fede ai catecumeni e alle giovani generazioni.

Nell’Anno Santo della Misericordia papa Francesco ha affidato ai giovani la meditazione sulla quinta Beatitudine: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7); essa sarà anche il tema della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), che si terrà in luglio nella città polacca di Cracovia.

Abbiamo scelto la Beatitudine dei misericordiosi come titolo per la veglia in traditione Symboli. Si conclude così quel cammino impegnativo che abbiamo percorso con i giovani in questi due anni meditando le parole di Gesù tratte dal Discorso della montagna (le Beatitudini); cammino che avrà il suo culmine, diventando un vero e proprio Giubileo dei giovani a livello mondiale, durante la Gmg di Cracovia.

A pochi giorni dalla Pasqua, fonte e culmine dell’amore del Signore, partecipando alla veglia in traditione Symboli insieme ai catecumeni; i giovani si interrogheranno sulla fatica di credere, sosteranno in preghiera innanzi alla croce, «segno più eloquente della misericordia di Dio» e riceveranno il Simbolo della fede.

Aprendosi col tradizionale rito della luce, il primo momento della veglia porterà l’attenzione sulla figura di Pietro. Il suo percorso di fede, come ci ha indicato il nostro Arcivescovo nella Lettera pastorale, è «paradigmatico per il cammino che ogni discepolo deve compiere per lasciarsi lentamente educare» al pensiero di Cristo. Meditando il brano della lavanda dei piedi faremo emergere «la resistenza a lasciarsi salvare» che Pietro rappresenta nel rifiuto a farsi lavare i piedi.

Il secondo momento della veglia vedrà la centralità della croce, segno che accompagna i giovani fin dal 1984 in tutte le Gmg. Papa Francesco la indica come «il segno più eloquente della misericordia di Dio! Essa ci attesta che la misura dell’amore di Dio nei confronti dell’umanità è amare senza misura! Nella croce possiamo toccare la misericordia di Dio e lasciarci toccare dalla sua stessa misericordia!» (Messaggio per la XXXI GMG). Sostando in adorazione innanzi alla croce i giovani avranno modo di meditare circa l’agire misericordioso e salvifico di Dio nella storia dell’umanità e in quella di ciascuno di loro.

Concluderà la veglia il gesto, antico e sempre nuovo, della consegna del Credo, la Traditio Symboli. I catecumeni lo riceveranno, uno a uno, dalle mani dell’Arcivescovo. Insieme a loro anche tutti i giovani convenuti in Duomo lo riceveranno in una versione particolare: a forma di gancio. Sarà il secondo, dei tre cartoncini che scandiscono gli appuntamenti di questo anno pastorale, a riportare il Credo. La forma di questo gancio fa il verso a quei cartelli che di solito si mettono sulle maniglie con l’invito a “Non disturbare”. Il segnale è esattamente il contrario: «La nostra porta è aperta, cammina con noi; ogni Gmg è ripercorrere il cammino di Gesù tra gli uomini. Preparati…».

Professare la fede all’ingresso della Settimana Santa sia per ciascun giovane il modo per dire di sì alla logica evangelica, al pensiero di Cristo, che ha dato se stesso per la nostra salvezza.

 

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