Quattordici comunità comprese nella zona a sud del capoluogo colpita dal sisma del 20 e 29 maggio sono affidate alla solidarietà della Chiesa ambrosiana

Terremoto nel Mantovano

Il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo, ha incontrato i parroci delle parrocchie del Mantovano colpite dal terremoto e affidate alla cura della Diocesi di Milano. La riunione è servita per preparare una missione operativa che effettuerà un censimento e un’analisi dei bisogni e stabilire i criteri e le modalità con le quali saranno distribuiti gli aiuti nei prossimi mesi.

Le comunità da sostenere sono 14. Si tratta in genere di parrocchie in piccoli comuni disseminati nella pianura a sud di Mantova, dove il sisma del 20 e 29 maggio non ha provocato vittime, come in Emilia, ma ha lasciato dietro di sé una lunga scia di distruzione, danneggiando abitazioni, cascine, chiese, campanili, edifici pubblici, centri storici, simboli dell’identità comunitaria. Da un primo report realizzato da Caritas Mantova risultano inagibili oltre 110 edifici di culto, mentre si stima che circa 1.800-2.000 persone si troveranno senza casa alla conclusione delle verifiche di agibilità.

Già nei mesi scorsi la solidarietà dei fedeli e cittadini ambrosiani era arrivata da queste parti. Alcune parrocchie della Diocesi di Milano avevano avviato contatti e inviato aiuti, contando sulla conoscenza diretta del vescovo di Mantova, monsignor Roberto Busti, che è stato prevosto a Lecco e a lungo ha prestato servizio nella Diocesi di Milano, e di alcuni parroci mantovani. Il compito di Caritas Ambrosiana sarà dunque quello di dare una prospettiva di medio lungo termine ai gemellaggi già nati spontaneamente e favorire e suscitare nuovi rapporti, valutando sia i bisogni economici che quelli pastorali causati dal terremoto.

Dall’inizio dell’emergenza terremoto Caritas Ambrosiana ha inviato aiuti per circa 110.000 euro. In particolare ha distribuito 1.500 kit igienici e sanitari, 150 kit di vestiario intimo; ha montato 7 tende pneumatiche con 84 brande (4 nei comuni di Cavezzo, Rivara, Carpi, Midolla in provincia di Modena e 3 a Reggio Emilia) e 30 tende in nylon da quattro posti ognuna a Finale Emilia; ha allestito 2 centri-comunità per la celebrazione della liturgia e lo svolgimento della vita comunitaria e sociale, una nella parrocchia della Sacra Famiglia a Ferrara, l’altra nel comune di Coronella.

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