La gioia delle Suore della Carità all’annuncio della beatificazione: «È il coronamento di un sogno iniziato nel 1977. La nostra missione è compiuta, ma la sua eredità aumenta la nostra responsabilità»

di Suor Wandamaria CLERICI e Suor Maria Guglielma SAIBENE
Suore della Carità

Suor Enrichetta Alfieri

Un’esplosione di gioia si è levata dalla Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret sabato 2 aprile, alla notizia apparsa su internet: Papa Benedetto XVI ha autorizzato il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, cardinale Angelo Amato, a promulgare tredici decreti relativi ad altrettante Cause di Beatificazione e di Canonizzazione. Tra le quali ha approvato un miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio, suor Enrichetta Alfieri.
Tutte le Suore sparse nel mondo, in 27 Paesi, hanno cantato all’unisono il ringraziamento al Signore per questo grande dono fatto alla Famiglia religiosa di Madre Thouret, alla Chiesa e al mondo sofferente dei detenuti e delle detenute. L’entusiasmo si è intensificato con l’annuncio dato dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano: la beatificazione di suor Enrichetta e dei Venerabili Servi di Dio don Serafino Morazzone e padre Clemente Vismara, sarà celebrata il 26 giugno in Piazza del Duomo a Milano.
Si tratta del coronamento di un sogno iniziato timidamente nel lontano 1977, dopo il “provvidenziale incontro” di una giovane Suora con la memoria vivente di suor Enrichetta respirata nella comunità religiosa operante in carcere. Allora il fascino contagioso della “Mamma di San Vittore”, dell’“Angelo della Bontà” del carcere milanese, ha fatto sorgere in noi il desiderio di diffondere la conoscenza di tale donna eccezionale, autentica Suora della Carità e generosa italiana, perché a molti fosse data la possibilità di incontrare la bellezza della sua vita tutta spesa per il Signore e per i fratelli, in particolare per i carcerati.
Dalla decisione condivisa di tenere viva la memoria dell’esempio di vita offerto da suor Enrichetta sono seguiti lunghi anni di ricerca paziente, puntuale e anche caparbia, sostenuta dalla passione e dalla volontà di cercare di svelare il mistero nascosto del suo sorriso, disarmante e tenero, accogliente e rispettoso, così umano e così divino perché aperto all’oltre. L’impresa è stata faticosa e bellissima: un’avventura emozionante, un percorso spirituale in salita. Possiamo dire che non abbiamo mai smesso di cercarla e di amarla come un’amica, una sorella maggiore e una madre spirituale.
Oggi i sentimenti della nostra gioia e riconoscenza al Signore sono difficilmente esprimibili. Il tesoro di suor Enrichetta è ormai un tesoro per tutti, un modello attuale da proporre, uno stile di libertà da imitare, un esempio di santità da seguire. La nostra missione è compiuta. Ora le Suore della Carità hanno una eredità di santità che si arricchisce, una responsabilità che aumenta, una carità che si ravviva e si intensifica.
Suor Enrichetta vedeva con il cuore e scaldava con il sorriso della carità. Ci auguriamo di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone nel percorso verso la celebrazione della solenne beatificazione di questa serva dei carcerati. Nella preghiera chiediamo il suo aiuto per imparare a svolgere il servizio della carità che vede nei fratelli, nei crocifissi di oggi, il volto sofferente di Cristo umiliato e ferito.

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