Mercoledì pomeriggio un incidente è stato fatale alla religiosa, insegnante di matematica e impegnata negli oratori della Barona. Sabato alle 9, presso la parrocchia di San Giovanni Bono, monsignor Carlo Faccendini celebrerà i funerali.

di Luisa BOVE

suor Claudia Ba

Una tragedia che ha colpito al cuore la Comunità pastorale della Barona e l’intero quartiere, la morte di suor Claudia Ba (50 anni non ancora compiuti) delle Dorotee di Cemmo, travolta da un’auto mercoledì pomeriggio mentre pedalava sulla sua bicicletta diretta all’oratorio feriale. Da anni insegnava matematica all’Istituto Cocchetti in via Giovanni da Cermenate e quella mattina, racconta la madre generale Lucia Moratti, aveva predisposto tutto per la prova d’esame del giorno dopo. Aveva pranzato a scuola in ritardo perché voleva concludere i verbali, così da potersi dedicare completamente ai suoi ragazzi. Verso le 16 l’incidente fatale che l’ha strappata ai suoi impegni e ai suoi affetti.

«Da mercoledì pomeriggio c’è un via-vai di gente – racconta don Paolo Selmi, responsabile della Comunità pastorale “Beato Giovanni XXIII”, che comprende le parrocchie di San Giovanni Bono, Santa Bernardetta e Santi Nazaro e Celso alla Barona -. La sera stessa, alla Messa delle 18, la chiesa si è riempita, e più tardi al Rosario era ancora più affollata. Anche all’obitorio dell’ospedale San Paolo c’era tantissima gente. I genitori, il fratello e la sorella di suor Claudia sono rimasti impressionati dall’afflusso di persone e dai “grazie” che ricevevano».

Alle 10.30 di questa mattina la salma della religiosa è stata portata nella chiesa di San Giovanni Bono, dove è stata accolta dai bambini dell’oratorio estivo: «Ancora adesso continua l’afflusso di parrocchiani e di gente del quartiere che viene a pregare e a ricordarla», riferisce don Selmi. Questa sera alle 21 ci sarà una veglia di preghiera, dove è prevista anche la presenza di molti studenti e insegnanti che hanno conosciuto la religiosa.

I funerali saranno celebrati domani mattina alle 9 nella chiesa di San Giovanni Bono e saranno presieduti da monsignor Carlo Faccendini, Vicario episcopale di Milano. Nei giorni scorsi l’Arcivescovo ha telefonato in parrocchia, alla Superiora generale madre Lucia Moratti e ai genitori di suor Claudia per testimoniare la sua vicinanza. Domani, dopo il funerale, la salma partirà per Cemmo, dove alle 14.30 si svolgerà una funzione. Poi suor Claudia sarà sepolta nel cimitero, nella cappella delle suore Dorotee.

«La notizia ci ha colto di sorpresa, improvvisa e repentina, perché suor Claudia è morta quasi sul colpo – dice madre Lucia, giunta da Brescia mercoledì pomeriggio -. È una perdita grave, che addolora. Oggi le religiose sono già così poche che una morte a quell’età non ci vorrebbe, ma il Signore sa… Il tanto bene che vediamo fiorire attorno a lei consola noi e la sua famiglia. Anche da morta ha conservato un tale sorriso sul volto… è morta contenta».

Suor Claudia viveva a Milano da una ventina d’anni ed era arrivata a nella parrocchia di San Giovanni Bono cinque anni fa, mantenendo nel contempo l’insegnamento al liceo Cocchetti. «Era inserita nella Comunità pastorale e si occupava dell’iniziazione cristiana e del gruppo scout – spiega don Selmi -. Poi seguiva un gruppo di mamme e le donne in particolare, perché il carisma delle Dorotee impegna a valorizzare il dono dell’essere donna. Aveva quindi questa attenzione alle donne, tra cui tante musulmane (il nostro è un oratorio aperto), instaurando relazioni belle». «Suor Claudia era una donna in ricerca, carica di domande per poter dare il meglio – continua il sacerdote -. C’era in lei una sana inquietudine, che a volte la faceva penare, ma era sempre disponibile alla Parola di Dio, lasciandosi guidare nella preghiera. Da quando siamo Comunità pastorale (2012), ma anche prima, c’è sempre stata una diakonia tra preti e suore ed era questo il contesto in cui leggere insieme la vita e quello che stava accadendo».

La comunità l’aveva accolta bene e con lei condivideva il cammino, pur sapendo che veniva dal mondo della scuola e dalla formazione scout. L’oratorio infatti lo ha conosciuto solo in questi ultimi anni trascorsi alla Barona, dove «pian piano si è messa in gioco in un contesto nuovo e ha intuito che il suo servizio poteva essere rivolto alle donne e ai piccoli».

«Recentemente – dice ancora madre Moratti – mi aveva scritto una lettera in cui rileggeva la sua esperienza pastorale nella comunità e diceva: “Sono proprio contenta della missione che sto svolgendo, anche perché so che risponde alle indicazioni di papa Francesco di andare verso le periferie”». E conclude: «Quello che mi sconvolge è il numero di persone che si fanno presenti per testimoniare e ringraziare, ma soprattutto il numero di donne musulmane… Qui il dialogo cattolici e musulmani c’è grazie a suor Claudia».

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