La festa del 50° celebrata anche nelle comunità di St. Mathias e St. Joseph, dove dal 2009 è parroco don Paolo Pupillo

di Luisa BOVE
Inviata in Zambia

I festeggiamenti per il 50° non sono ancora finiti. Anche la parrocchia di Siavonga, a pochi chilometri dal lago di Kariba, ha voluto ricordare nella messa del 1° maggio la presenza di fidei donum in Zambia. Al termine della celebrazione il presidente della comunità ha raccomandato a monsignor Mario Delpini, che presiedeva la messa e che rappresentava la diocesi di Milano, di «non abbandonarli, perché la nostra Chiesa non sa ancora reggersi da sola».
La comunità negli anni è molto cresciuta: quando era parroco don Emilio Patriarca, i fedeli erano solo una sessantina, ma domenica la chiesa era gremita. Parroco dal 2009 è don Paolo Pupillo, che vive nella parrocchia di St. Mathias, ma i centri a lui affidati sono in tutto 17, sparsi su un territorio vastissimo, lungo 120 chilometri e largo 70. Siamo in una zona turistica, per la presenza del lago, seppure non pienamente sfruttata, con hotel di lusso da una parte e compound poverissimi al di là della strada. In quello di Kanylele gli uomini vivono di pesca e le donne si dedicano al piccolo commercio di frutta, verdura o carbone vegetale per cucinare. I bambini non vanno oltre le elementari e immaginare un futuro per loro non è facile.
I problemi sono quelli di sempre: dall’abuso di alcol alla sessualità incontrollata, dalla violenza alla malattia, specie colera e malaria quando nelle stagioni delle piogge l’acqua diventa ancora più infetta. Occorre quindi un grosso intervento a livello di prevenzione ed educazione su più fronti.
Don Paolo sta facendo un bel lavoro con i giovani: è anche molto esigente, ma per il loro bene. Col tempo ha imparato a conoscere e a rispettare la mentalità della gente, la loro cultura e le loro credenze, e questo è importante per chi ha deciso di spendere la sua vita ad annunciare il Vangelo in un contesto sociale e culturale assai diverso dall’Italia.
Nel pomeriggio di domenica un’altra comunità di Siavonga, quella della parrocchia St. Joseph a Simamba, ha accolto con gioia la delegazione milanese, con canti e danze, invito a pranzo e festa organizzata dai giovani nel pomeriggio. Poi la celebrazione eucaristica e gli ultimi saluti prima di ripartire. C’è chi si è fatto 70 chilometri a piedi per arrivare all’appuntamento e altrettanti per tornare a casa, solo i più fortunati hanno viaggiato ammassati su un camion scoperto, sopportando fatica e disagio.

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