Il “Rapporto Giovani” dell’Istituto Toniolo: pur di continuare gli studi, svolgono un lavoro per mantenersi senza dover dipendere dai genitori

La scuola è tra le istituzioni che incontrano il maggior favore nelle giovani generazioni. È quanto emerge dall’indagine “Rapporto Giovani” dell’Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo, realizzata dall’Ipsos, da un campione, rappresentativo su scala italiana, di 4500 giovani tra i 18 e i 29 anni.

Secondo il campione analizzato, la netta maggioranza (oltre il 55%) dà ad essa un voto positivo. Ancor più alto il gradimento (valore positivo per quasi due su tre) tra quelli ancor più giovani (20 anni o meno). Insomma, nonostante le difficoltà di un sistema scolastico che non sempre eccelle, la scuola nei giovani gode ancora di un buon consenso.

Se solleva molte preoccupazioni in Italia il fenomeno dei Neet, ovvero dei giovani che non studiano e nemmeno lavorano, esiste, però, anche la categoria opposta, formata da giovani che studiano e nel contempo anche lavorano: uno su cinque tra chi proviene da famiglie con classe sociale più bassa, ma comunque su livelli di rilievo anche per chi proviene da famiglie più benestanti.

Riguardo al tipo di contratto, come prevedibile, molto bassa è la quota di chi ha un contratto a tempo indeterminato, pari a poco più di uno su quattro tra quanti hanno un lavoro alle dipendenze, mentre circa il 16% ha invece un lavoro autonomo.

Info: www.rapportogiovani.it

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