Il Cardinale è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale, dal titolo “21st Century. Design After Design”, indicando la forza di un’arte che si fa esempio di creatività e rapporti nuovi per la metropoli del domani

di Annamaria BRACCINI

La creatività progettuale che è fondamentale in un mondo che cerca di capire dove vuole andare.

E, poi, ancora la bellezza, la passione del Design, Milano che si apre al mondo come crocevia delle genti, l’indotto economico (da non sottovalutare, visto il 7% in più di fatturato rispetto all’anno scorso), per un comparto che già in tempi lontani, eppure vicini se pensiamo alla ricostruzione concreta e morale del Paese del dopoguerra, fu volano del boom del Paese.

Nelle parole delle molte autorità che si alternano nell’affollatissima Cerimonia di inaugurazione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale, dal titolo “21st Century. Design After Design”, che si svolge al Teatro dell’Arte, interno al bel palazzo della Triennale stessa, c’è orgoglio, voglia e sensazione di vivere una scommessa che è già vinta e lo sarà ancora più nei prossimi mesi, fino al 12 settembre. Lo sottolinea il ministro per i Beni e le Attività culturali, Dario Franceschini, giunto per l’occasione, che evidenzia l’impegno del Governo e lo dice apertamente il presidente della Triennale, Claudio De Albertis, aprendo l’evento che, nell’intervento del cardinale Scola, trova la sintesi della sua dimensione di avvenimento dialogico e di crescita.

«Il Design, per la prima volta, ha svelato l’aspetto di verità dell’utile, strappandolo a qualcosa che nulla abbia a che fare con il gratuito e, dunque, con la vita umana», dice, infatti, l’Arcivescovo.

«I puri oggetti sono, cosi, divenuti tramite di relazione. In questo contesto, mi pare – sottolinea ancora – che la scelta della XXI Triennale abbia una grande potenza perché intende fare un passo ulteriore, volendo esplicitare la forza simbolica del Design. La parola simbolo contiene in sé l’idea di relazione, pensiamo, per esempio, a quante volte torna in questa Rassegna l’idea di casa».

Da qui, la conclusione: «L’insieme fa emergere la ricerca di senso che nelle nostre società è ormai plurale. Così come avviene in questa nostra bella Milano, dove sono molte le identità impegnate in tale ricerca interculturale che può, allora, trasformarsi nella ricchezza di una grande metropoli in grado di tenere al suo interno relazioni rinnovate, capaci di vita buona fondate su un dialogo che non sia monologo mascherato, ma desiderio di ascolto, cammino comune per ogni persona, a partire dalla più semplice e provata. Questa Triennale è un paradigma straordinario per la nostra convivenza civile».

E di «un grande evento con cui Milano apre una nuova primavera come fattore di creatività», parla anche il sindaco Pisapia, che definisce l’iniziativa – che torna a vent’anni dall’ultima edizione –, «un esempio di maturazione collettiva su temi fondamentali come gli stili di vita e la possibilità di una crescita equa e sostenibile piena di bellezza accessibile a chi finora ne è rimasto escluso».

Tra filmati prodotti dai Paesi ospiti della Rassegna e riflessioni, arriva anche l’annuncio da parte del presidente della Regione, Maroni della «riapertura ufficiale di una parte del sito espositivo di Expo, proprio il 1 maggio a un anno esatto dall’apertura dell’Esposizione universale». Un concerto della “Scala” e la riaccensione dell’Albero della Vita celebreranno il momento per la “nuova “Expo” che sarà anche luogo di alcuni padiglioni della Mostra della Triennale. Una realtà di kermesse “diffusa”, tra Milano e Monza, in luoghi, distretti, ex-fabbriche, musei. Come, appunto, il “Diocesano” che il Cardinale ricorda nel suo saluto e che ospita una Mostra istituzionale splendida eben quattro Padiglioni nazionali, Liberia, Sud Sudan Haiti e India (particolarmente interessante che questi ultimi due Paesi dedichino la loro attenzione alla costruzione delle città e al tema “casa”) e Tutta da vedere. Titolo? “Design Behind Design” che racconta ciò che architetti, designer e artisti hanno pensato e disegnato per la committenza della Chiesa o comunque rappresentando il sacro, tra opere d’arte, fotografie, oggetti d’arredo, esempi di architettura e composizioni musicali.

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