«Felice per l’incontro tra papa Francesco e Putin. Nel 1987 venni a Mosca in forma clandestina». L’Arcivescovo di Milano ha risposto così ai numerosi giornalisti russi durante una conferenza stampa domenica 10 novembre presso l’Università San Giovanni Evangelista a Mosca

di Davide MILANI

conferenza stampa  Mosca

«Sono molto contento per il prossimo incontro tra papa Francesco e il presidente russo Vladimir Putin: si inserisce nella tradizione della Chiesa cattolica il desiderio di dialogare con tutti. Più una società è plurale, più sono necessari il confronto e il dialogo». L’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha risposto così ai numerosi giornalisti russi durante una conferenza stampa domenica 10 novembre presso l’Università San Giovanni Evangelista a Mosca.
«Una società plurale è tendenzialmente conflittuale. Nella società plurale di oggi è importante comunicare e lasciar comunicare, farsi fecondare dagli altri».
A chi domandava se questa sua visita era connessa all’importante prossimo incontro in Vaticano Scola ha risposto che «ho appreso dell’incontro tra il Papa e Putin dalla stampa. Questo mio viaggio a Mosca è stato programmato ben prima, due anni fa quando l’arcivescovo Paolo Pezzi mi invitò nella sua Diocesi».
Non è mancata la richiesta di un parere circa la possibilità di un viaggio di Francesco a Mosca per incontrare il patriarca ortodosso Kirill: «Non sono un indovino – ha risposto Scola – penso che tutti noi lo auspichiamo, ma lasciamo agli attori principali individuare i tempi più adeguati».
Nel frattempo, martedì sarà l’Arcivescovo di Milano ad incontrare il Patriarca di Mosca: «Una visita di cortesia, nella quale gli racconterò della presenza viva e costruttiva dei fedeli ortodossi russi a Milano e di come noi ci relazioniamo a loro. Nel centro della città abbiamo concesso  loro diverse chiese in uno spirito di grande fraternità». ha spiegato.
«Credo che negli ultimi 30-40 anni da parte di tutte le confessioni cristiane ci sia la ferma convinzione dell’indispensabilità del dialogo ecumenico, favorito anche dall’attuale mescolamento, meticciato di culture», ha aggiunto Scola. «Certo le commissioni dottrinali sono importanti, come pure gli impegni comuni a proposito della vita civile, dove cattolicesimo e Chiesa ortodossa hanno già un’agenda comune. Ora però abbiamo un’occasione in più: che i fedeli si incontrino e condividano la bellezza e la verità dell’incontro con il Signore».
Poi un auspicio: «La prospettiva dell’unificazione non può non essere nel cuore di ogni fedele cristiano. Come ha detto Gesù: “che siano una sola cosa perché il mondo creda”», ha aggiunto il Cardinale citando il Vangelo di san Giovanni.
L’Arcivescovo di Milano ha poi confidato ai giornalisti di essere venuto per la prima volta in Russia nel 1987 in forma clandestina, per incontrare piccoli gruppi di intellettuali ortodossi e discutere con loro del futuro del cristianesimo davanti ai cambiamenti portati dalla perestrojka. «Venni poi anche come rettore della pontificia Università Lateranense. E mi recai inoltre pure a San Pietroburgo per verificare la possibilità di affiliare a Roma il locale Centro Studi religiosi. Ma rifiutai questa ipotesi – ricorda Scola – perché ritenni ancora troppo fragile quella realtà accademica. Ma papa Giovanni Paolo II mi chiamò invitandomi a procedere subito perché – mi disse – se non aiutiamo le realtà che stanno nascendo che ci stiamo a fare?».
Non sono poi mancate le domande su rapporto tra Mosca e Milano, in particolare sul prossimo Expo 2015. La Russia sarà tra i Paesi espositori e investirà 33 milioni di dollari, come ha recentemente dichiarato il commissario russo per Expo, il viceministro dell’industria Georgy Kalamanov. Ma anche la Chiesa cattolica sarà presente, ha spiegato il cardinale Scola. «La Santa Sede parteciperà ad Expo con un proprio padiglione in collaborazione con la Diocesi di Milano e la Conferenza episcopale italiana. L’idea è di sviluppare un padiglione che riprenda l’idea – in chiave moderna – del chiostro di un monastero per rendere possibile un percorso interattivo che illustri il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” secondo una nostra prospettiva, ovvero la narrazione biblica dalla Creazione all’esperienza del cammino del popolo di Israele e della manna nel deserto, fino a Gesù Cristo e all’Eucaristia». Un percorso aperto a tutti, capace di comunicare con tutti i visitatori e le loro culture, «con un linguaggio particolare capace di affascinare in particolare i giovani e i ragazzi».

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