Nella conferenza stampa in Curia l’Arcivescovo ha sottolineato il significato della visita del 25 marzo e fornito qualche ulteriore dettaglio. Monsignor Marinoni ha fatto il punto sui contatti avviati con le istituzioni

di Annamaria BRACCINI

visita papa milano 2016

«Un grazie profondo e sentito al Santo Padre perché sono molte le città, in Italia e in Europa, che avrebbero gradito una sua visita. Averla confermata è un gesto di affetto e vogliamo rispondere a questo grande dono per come saremo capaci. È un dono non solo per la Chiesa, ma per Milano metropoli e per tutte le terre ambrosiane». Nel salone dell’Arcivescovado il cardinale Scola inizia così il suo intervento nella conferenza stampa di presentazione della visita di papa Francesco di sabato 25 marzo, a cui partecipano anche tutti i Vescovi ausiliari e i Vicari episcopali. 

Confermare nella fede

«La sua venuta è confermare la Chiesa di Milano nella fede: compito della Chiesa che è far trasparire Cristo sul suo volto. Indicare, quindi, Gesù come senso del vivere – sottolinea -. Questo riguarda ciascuno di noi personalmente e le comunità cristiane, cioè le forme espressive sul territorio, ma anche la ricerca di senso per ricostruire la società civile in un’Europa stanca». E aggiunge: «La visita va nella direzione di dare nuova forma alla Chiesa, ma anche di rimodellare la comunità civile milanese».

Provvidenziale la data scelta, il 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione a Maria, «giorno in cui l’impatto dell’eterno nella storia si fa concreto, passando da una donna». Poi, le aspettative: «L’attesa nella Diocesi è molto intensa per la singolare modalità di esercizio del primato da parte di questo Papa, perché è autorevole, per l’apertura di cuore che ha verso tutti, affinché nessuno resti escluso. Si tratta di una visita a tutta la metropoli, pur essendo pastorale, quindi rivolta ai fedeli: ma ricordiamo che i fedeli sono i battezzati, che frequentino o meno la Chiesa, dunque, la grande maggioranza del 5 milioni e mezzo degli abitanti di questa Diocesi. Inoltre inviteremo anche l’intera regione ecclesiastica, cioè le 10 Diocesi suffraganee di Lombardia».

Il gesto: le chiavi di casa a famiglie in difficoltà

Arriva qualche notizia in più, rispetto al programma distribuito ai giornalisti. «Nel momento della sosta alle Case bianche di via Salomone vi sarà anche una preghiera davanti alla statua della Madonnina sita all’interno del complesso e il Papa incontrerà, oltre ai residenti, famiglie immigrate e Rom. In Duomo il Santo Padre risponderà ad alcune domande di sacerdoti. Parte imponente del programma è la visita a San Vittore. A tale proposito, posso dire che sarà molto articolata e, di fatto, durerà quasi due ore. Papa Francesco incontrerà non meno di 400 detenuti, andrà anche in celle molto delicate e pranzerà con 100 reclusi nel III Raggio. Simbolicamente consegneremo a due o tre famiglie le chiavi di appartamenti che stiamo ristrutturando e che offriremo a canone iper-facilitato. Questo è il gesto che intendiamo offrire al Santo Padre. Egli ha accettato tutto quello che abbiamo proposto e ha messo anche qualcosa di più».

Una Commissione ad hoc

Infine l’intervento del Moderator Curiae monsignor Bruno Marinoni, che parla dei contatti preliminari avuti con le istituzioni coinvolte: «Il Governatore lombardo, i Sindaci di Milano e Monza, le Questure e le Prefetture, come pure le autorità del Parco di Monza e l’Autodromo che organizza i Gran Premi ci aiuteranno. Tutti hanno dato subito grande disponibilità. Proprio oggi, nel Consiglio Episcopale milanese (conclusosi poco prima della conferenza stampa) è stata costituita ad hoc una Commissione arcivescovile, guidata dal Vicario generale, con due scopi: uno di tipo contenutistico e uno per l’organizzazione puntuale dei singoli eventi e della comunicazione. Ci attendiamo un milione di persone. Abbiamo chiesto ai due Comuni di Monza e di Milano di mettere a disposizione dei servizi. Dopo la visita di Benedetto XVI, ci sentiamo appoggiati e tranquilli anche per l’esperienza maturata».

Messa a Monza: iscrizioni presso le parrocchie

Chiaro anche lo stile con cui vivere l’evento: «Sarà particolarmente sobrio nei tratti e nei costi, facendo l’essenziale perché ci sia un’accoglienza calorosa e dignitosa, ma senza eccessi. Cercheremo di coinvolgere anche realtà private, valorizzando la generosità del territorio. La formula per partecipare alla Messa del Parco di Monza prevederà l’iscrizione presso le parrocchie, non per limitare, ovviamente, ma al fine di migliorare la logistica. Riguardo i trasporti ci affideremo prevalentemente ai pullman».

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