La visita dell’Arcivescovo nelle parole di don Maurizio Braga, parroco di San Gervaso e Protaso in Santa Maria Assunta (di antica costituzione) e di Maria Madre della Chiesa (più recente)

di Cristina CONTI

Buccinasco

Domenica 15 settembre, alle 10, il cardinale Angelo Scola celebrerà una Messa a Buccinasco. L’incontro con la comunità è in concomitanza con la festa cittadina: una due-giorni in cui le parrocchie presentano con diversi stand le proprie attività e iniziative e in cui sarà possibile vedere due mostre: una su Cafarnao, presentata anche allo scorso Meeting di Rimini, e una dedicata a Guareschi. Seguirà poi il pranzo con i preti del Decanato. Le principali caratteristiche della città nelle parole di don Maurizio Braga, parroco delle parrocchie di San Gervaso e Protaso in Santa Maria Assunta e di Maria Madre della Chiesa.

Come siete organizzati da un punto di vista pastorale?
Buccinasco ha due parrocchie, una di origine più antica e dal nome molto lungo, San Gervaso e Protaso in Santa Maria Assunta (detta anche “Romano Banco£ dal quartiere che la comprende), e un’altra che risale al 1976, Maria Madre della Chiesa. Le attività sono coordinate da un parroco, due coadiutori, un prete rumeno e due ex parroci, ancora presenti sul territorio. Le due parrocchie ormai hanno una tradizione decennale. Ci sono due oratori funzionanti e molto frequentati. Abbiamo la fortuna, infatti, di avere una grande natalità, grazie anche ai quartieri costruiti di recente: circa 200 battesimi all’anno e più di 400 ragazzi hanno partecipato quest’estate agli oratori feriali.

Come si è sviluppata nel tempo la città?
È un territorio che si è notevolmente ampliato negli ultimi anni. Tra il 1940 e il 1950 qui esistevano soltanto cascine, con 2-3 mila abitanti. Oggi siamo arrivati a contare 25 mila persone. È una zona periferica, molto ben strutturata, senza particolari problemi economici. Buccinasco è stata tristemente protagonista sulle cronache dei giornali per episodi legati alla criminalità organizzata: attualmente questo problema non si sente, perché c’è stata comunque una forte reazione da parte della società civile.

La crisi si è sentita anche da voi?
Sì. Qui c’è stato un forte sviluppo industriale negli anni ’70 e ’80. Oggi hanno chiuso molte ditte. Diverse persone fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e le due Caritas parrocchiali distribuiscono molti pacchi viveri.

“Il campo è il mondo”: come concretizzate questa proposta?
Tutta l’azione pastorale quotidiana è orientata in questa direzione: aprirsi all’altro e accoglierlo. Abbiamo poi diversi gruppi di animazione pastorale che svolgono il loro servizio in modo molto vivace. Ci sono anche attività caritative e due centri culturali. Una cooperativa gestisce l’asilo parrocchiale, che ospita circa 300 bambini ed è uno dei più grandi della zona. Nella parrocchia Maria Madre della Chiesa è attivo anche uno sportello di accompagnamento al lavoro, un servizio che aiuta e sostiene le persone maggiormente in difficoltà nella ricerca di un lavoro, con attività di informazione e orientamento specifiche. Abbiamo sviluppato progetti di sostegno scolastico a distanza in Paesi africani. E poi, come avviene altrove, sono presenti la Caritas, il Centro di ascolto e un servizio di consulenza e assistenza legale gratuita. Nel corso della festa di Buccinasco proponiamo diversi stand per presentare le nostre attività e i nostri progetti a tutti i cittadini, cosicché tutti possano trarne beneficio e partecipare.

Gli immigrati da voi sono molto presenti?
No. Sono molto pochi e quelli che ci sono, soprattutto badanti che provengono dai Paesi dell’Est, sono molto integrati nelle comunità di appartenenza.

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