Il cardinale Scola presiede la celebrazione eucaristica alle 11 nella Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, incontrando i fedeli della Comunità. Parla il responsabile don Claudio Nora

di Cristina CONTI

Claudio Nora

Domenica 3 aprile il cardinale Scola è in visita alla Comunità pastorale Santi Apostoli di Milano: alle 11, nella Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore (piazza San Nazaro 5), presiederà la celebrazione eucaristica. «La Comunità pastorale Santi Apostoli comprende una zona piuttosto ampia, che si estende da via Larga alle Colonne di San Lorenzo e alla Rotonda della Besana – spiega il responsabile, don Claudio Nora -. Siamo in tutto quattro parrocchie: San Nazaro, Santa Maria al Paradiso, Sant’Eufemia e San Francesco di Sales. È un territorio molto popoloso, di cui fanno parte sia uffici, sia abitazioni in cui vivono molte persone. Altre invece sono invece di passaggio perché studiano o lavorano qui».

C’è una buona partecipazione alle attività della Comunità pastorale?
Sì, c’è molta vivacità sia nelle iniziative proposte, sia tra quanti le seguono. Nella nostra zona vivono molti studenti universitari che frequentano soprattutto la Statale o la Bocconi. Tra loro ci sono diversi ragazzi fuori sede, che qui sono ospitati nelle residenze universitarie e che frequentano assiduamente le attività parrocchiali perché vi trovano un riferimento comunitario. Possiamo dire dunque che in generale la partecipazione è soddisfacente.

Quali le attività proposte?
Organizziamo momenti di formazione dedicati a ragazzi e ad adulti: dalla catechesi agli incontri biblici, fino ai concerti. Sono molto presenti anche le attività caritative e legate al volontariato per aiutare le persone in difficoltà. Tra queste, per esempio, un gruppo di volontari ogni settimana gira per le strade per assistere le persone senza fissa dimora. Ogni mese vengono raccolti viveri per le famiglie più bisognose. Ci sono poi alcune realtà seguite in modo particolare e discreto proprio perché hanno necessità maggiori.

La crisi economica si è sentita molto?
Il nostro territorio è molto articolato e dunque dare una risposta a questa domanda non è semplice. Se da un lato abbiamo dovuto far fronte a situazioni di disagio evidente, è anche vero che, essendo in una zona centrale della città, la crisi economica si è comunque sentita in modo diverso rispetto, per esempio, ad altre realtà di periferia.

Immigrati: a che punto siamo?
Proprio per la centralità della nostra Comunità pastorale all’interno del tessuto cittadino, è difficile che ci sia un arrivo massiccio di immigrati. Gli stranieri che vivono qui sono ben inseriti e integrati nel sistema lavorativo. Svolgono mansioni differenti, per lo più legate comunque al servizio: dai badanti che assistono gli anziani in casa ai camerieri nei ristoranti e agli addetti alle pulizie nei palazzi. Nella nostra parrocchia abbiamo dato accoglienza a una famiglia di quattro persone, tra cui due bambini: sono di origine nigeriana e facevano parte dei flussi di nord-africani che si sono riversati nei mesi scorsi sull’isola di Lampedusa.

Come vi siete preparati all’incontro con l’Arcivescovo?
Questa sarà la prima visita del Cardinale qui e sarà un momento condiviso da tutta la Comunità pastorale. Durante la Messa alcuni gruppi animeranno la celebrazione e, per fare in modo che tutti possano partecipare, abbiamo deciso di sospendere le funzioni che avrebbero dovuto esserci contemporaneamente nelle altre parrocchie.

 

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