Un consultorio che copre un vasto territorio, per un totale di 400 mila abitanti e 27 parrocchie


Redazione

10/07/2008

Il consultorio familiare di San Giuliano Milanese (piazza della Vittoria 7, tel. 02.9845321) è nato nel pieno del dibattito su divorzio e aborto. L’apertura del centro è stata accolta con favore «per opporsi al dilagare della mentalità secolaristica – dice il presidente Armando Gatti -, anche se poi abbiamo perso miseramente le due battaglie. Qualcosa però è rimasto e noi ancora oggi aiutiamo chi ha bisogno».

Le due leggi «hanno portato a uno stravolgimento della vita sociale e i consultori si sono diffusi sempre di più per tentare di arginare i veri contraccolpi». Le normative a favore del divorzio e dell’aborto «si sono rivelate deleterie, non soltanto per la coppia, ma anche per i familiari ed eventuali figli e le nostre consulenti familiari e psicologhe hanno sempre cercato di limitare i danni psico-sociali che ne derivavano». Ma quel che è ridicolo, dice Gatti, è che «ci sono voluti 30 anni per capire che la 194 non era un legge per permettere la contraccezione, ma per tutelare la donna».

Oggi il “suo” consultorio copre un vasto territorio (Peschiera Borromeo, Mediglia, San Donato e San Giuliano), per un totale di 400 mila abitanti, pari a 27 parrocchie. «Ma il mio desiderio – spiega il presidente – è che sia maggiormente conosciuto dalle strutture pubbliche che possono collaborare con noi».

«Abbiamo una trentina di operatori tra ginecologhe, psicologhe, psicopedagogista, psichiatri, avvocati» e ora, assicura, «nella palazzina a due piani non ci stiamo più». Il consultorio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, ma il desiderio è di fare orario continuato «per andare incontro alle esigenze della gente che potrebbe sfruttare la pausa pranzo per venire da noi» e di aprire anche il sabato mattina.

Ogni anno si presentano al consultorio familiare tra i 1800 e 2000 utenti, 60% donne e 40% uomini, con un’età media che va dai 30 ai 50 anni. Ma il centro è frequentato anche da tanti giovani che chiedono di essere aiutati nell’orientamento scolastico. «Inoltre offriamo anche una consulenza psico-pedagogica per aiutare i genitori nel loro compito educativo», continua Gatti.

Il consultorio è uno strumento di «indagine sul campo»: raccoglie infatti la casistica dei comportamenti in famiglia degli adolescenti e inviano i dati al centro Creada che li analizza.

L’iter per ottenere l’accreditamento è stato lungo e faticoso: iniziato nel 1995, si è concluso nel 2000. «Non ce lo volevano dare perché rifiutavamo di certificare l’aborto. Ma noi abbiamo chiesto di poter fare interventi previsti nella legge 194, prima che la donna arrivasse alla decisione estrema». Alla fine questa battaglia infinita è stata vinta dichiarando che «essendo un’associazione, potevamo comportarci secondo le regole stabilite dallo statuto». La Corte di Cassazione ha dato ragione al consultorio di San Giuliano e «la Regione Lombardia ci ha accreditato». (l.b.)

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