Alcune indicazioni per aiutare a collocare la attività e la programmazione in sintonia con la proposta pastorale «Il campo è il mondo»

di don Gianluca BERNARDINI
Collaboratore Ufficio per le Comunicazioni sociali

convegno sale comunità

Una Lettera pastorale indica una direzione e uno sfondo di «campo» in cui agire perché l’azione missionaria di una comunità cristiana trovi una sua collocazione unitaria e precisa. La Sala della comunità si presta bene a questo servizio quando essa si pone in sintonia con il cammino che la Chiesa locale è chiamata a condurre. In particolare con le sue proposte, innanzitutto, aiuta a leggere la realtà circostante e mette in luce i temi rilevanti che aprano a una riflessione sul senso dell’esistenza; inoltre, motiva l’agire cristiano di chi opera all’interno della comunità in uno stile che deve essere sempre più accogliente e missionario, e apre anche a relazioni sul territorio che possano contribuire al bene comune.

L’iniziativa paterna di Dio che sparge il buon seme del Vangelo sulla terra (cfr Mt 13, 38) è il punto centrale con cui leggere (e verificare) la proposta di quest’anno «Il campo è il mondo. Vie da percorrere incontro all’umano». L’attività culturale ha come orizzonte questo stesso fine? Ciò che si propone ha come «fine» la buona notizia (l’evangelo dell’umano) per tutto l’uomo e per tutti gli uomini? In questa logica, dunque, l’attività della Sala può essere chiaramente associata a quella del seminatore che guarda al buon seme e provoca la libertà a scegliere il bene, in modo da lanciare uno sguardo sul mondo che, prima di giudicare, inviti alla speranza. Guardando allora all’aspetto della propria mission ed identità, che non ha paura di immischiarsi con la realtà, la proposta della Sala potrebbe tenere presente i tre elementi comuni a ogni esperienza umana: il tema degli affetti, valorizzando la bellezza dell’essere in relazione e dell’amare, pur nella precarietà affettiva che coinvolge oggi l’intera esistenza; il tema del lavoro, mettendo in luce gli aspetti di crisi e valorizzando ciò che promuove soprattutto la dignità dell’uomo e la realizzazione della sua persona; il tema del riposo, promuovendo ciò che va al di là del semplice intrattenimento, che apra alla comunione più che all’uso individualistico del tempo libero.

Un’attenzione particolare deve essere data allo stile: quello della testimonianza cristiana, ovvero «l’uscire da sé per andare incontro all’uomo» che abita il mondo (non solo quello della «stretta» parrocchia) alla ricerca della propria realizzazione e della propria felicità. La Sala della comunità, attraverso il teatro, il cinema, gli incontri culturali o quanto si definisce come espressione d’arte, potrebbe assumere realmente quelle istanze che accompagnano la recezione e favoriscono la diffusione della lettera pastorale, invitando a un confronto personale e comunitario con essa.

Compresi i criteri, le scelte concrete possono essere orientate per mettere a fuoco il bello del mondo che ci circonda, ma anche i drammi che il mondo ci offre, le complessità che il mondo vive, le domande che il mondo pone e, comunque, i segni di speranza nel mondo presente; lasciando che emergano storie, racconti, esperienze (declinati nei diversi linguaggi) dal mondo, che guardino con fiducia al tempo che viene, aprano a squarci di luce sul buio presente, indichino orizzonti sui quali incamminarsi, incrocino sentieri finora poco percorsi e interroghino la fede sulla realtà attuale.

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