La nuova rassegna promossa dalla Fondazione Paolo VI coinvolge alcuni protagonisti della prosa italiana. Omaggio al sommo poeta della "Divina Commedia", a 750 anni dalla nascita. «Una significativa occasione per parlare dei temi fondamentali della nostra fede», spiega mons. Villa

Teatro Sacro Monte

Ritorna per la sesta edizione la rassegna teatrale in cima al Sacro Monte di Varese, uno dei luoghi più belli della Lombardia e patrimonio dell’Unesco. Ancora una volta Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese punta in alto con una proposta di grande cultura richiamando alcuni dei più importanti e noti attori della prosa italiana.

In questi anni molti grandi del teatro e del cinema italiano hanno calcato la scena dello stupendo anfiteatro in cima alla via Sacra, da Giorgio Albertazzi a Lucilla Morlacchi, Elisabetta Pozzi e Massimo Popolizio, Maddalena Crippa e Eros Pagni, Laura Marinoni e Alessandro Preziosi, Franca Nuti e Pamela Villoresi e molti altri. Per questa sesta edizione tornano due grandi presenze passate e due straordinari nuovi interpreti, Piera Degli Esposti e Sandro Lombardi accompagnato questa volta da David Riondino e per la prima volta Lucilla Giagnoni e Franco Branciaroli.

Un’edizione questa che proporrà un vero percorso nell’opera dantesca attraverso letture e spettacoli sulla Commedia, fino ad un curioso appuntamento sulla figura di Dante in America.

Tra Sacro e Sacro Monte rende così omaggio al Sommo Poeta in occasione dei 750 anni dalla sua nascita.

Anche per questa edizione la lungimiranza e il desiderio di un’esperienza per tutti hanno fatto scegliere a Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese di offrire gratuitamente gli spettacoli che si terranno alle ore 21.00 alla terrazza del Mosè al Sacro Monte sopra Varese.

Queste le date:

Martedì 7 Luglio, I TRE CUSTODI con Piera Degli Esposti.

Giovedì 9 Luglio, VERGINE MADRE con Lucilla Giagnoni.

Martedì 14 Luglio appuntamento al museo Pogliaghi sempre alle 21.00 con DANTE E L’AMERICA.

Giovedì 16 Luglio, DALL’INFERNO AL PURGATORIO con Franco Branciaroli.

Giovedì 23 Luglio, INFERNO NOVECENTO con Sandro Lombardi e David Riondino.

«Un’edizione che vuole confermare la vocazione di questa rassegna alla grande letteratura e drammaturgia con artisti di grandissimo valore, ponendosi come luogo di possibile incontro con i grandi maestri della scena», afferma Andrea Chiodi direttore artistico della stagione.

Una sesta edizione che ha certamente subito il peso dei grandi tagli alla cultura, ma che non per questo smette di credere che la cultura sia un motore importante per il paese e ancora di più per il cuore dell’uomo, e lo dimostrano anche i partner istituzionali che hanno voluto ancora sostenerci come Comune di Varese e Regione Lombardia e i molti sostenitori privati.

«Tra le esperienze più significative che si svolgono al Sacro Monte c’è il pellegrinaggio», scrive Mons. Erminio Villa, Arciprete di Santa Maria del Monte e consigliere della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese.

«La proposta delle serate teatrali Tra Sacro e Sacro Monte quest’anno vede Dante come guida d’eccezione nel riscoprire la vita quale pellegrinaggio. Ogni credente, infatti, e prima ancora ogni uomo, è un ricercatore instancabile di senso, e quindi di Dio, in quanto bisognoso di consolazione, di luce, di forza esistenziale, sostenuto dalla tradizione biblica così come dalla figura dei Santi.

Il viaggio inizia dalla dimora domestica e finisce alla dimora divina, attraverso un esodo spaziale e temporale che va dal profano al sacro, dal finito all’infinito, dal contingente all’eterno. Davvero “beato” colui che “decide nel suo cuore il santo viaggio” (Sal 84,6): santo per la meta e per il riverbero che da essa promana e si diffonde lungo tutta la via; santo per le fatiche pen­itenziali assorbite, che purificano e alleggeriscono da pesi ingombranti; santo per i compagni di viaggio, per le preghiere e i sacrifici che rendono trasparenti e puri nelle relazioni con Dio e con il prossimo.

Mi auguro che la sesta edizione del festival, che recupera testi danteschi con l’interpretazione originale degli artisti, sia per la Chiesa l’occasione di tornare a parlare della sostanza del suo messaggio, cioè di Dio. Spesso – nota il Card. Ravasi – ci si perde dietro a piccoli particolari e non si tiene conto di tutto l’affresco. Anche in questo, Dante, con il suo spirito “sistematico” medievale – un respiro che noi abbiamo perso – può esserci d’aiuto». 

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