Trentenne di Tradate, nato da genitori egiziani, tramite la Fondazione San Bernardino ha ottenuto il prestito che la banca gli aveva negato. Così potrà avviare un’attività imprenditoriale

di Francesco CHIAVARINI

Fondo_Campagna 2014

Tanta voglia di fare, pochi soldi in tasca e nessuno pronto a scommettere sulla sue capacità. Poi finalmente un’opportunità, offerta dal Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi di Milano. Ed ecco che un sogno diventa realtà. Eccola la storia di S.A., trentenne di Tradate, nato da genitori egiziani, ma per il resto italianissimo. Una storia nel suo piccolo emblematica di un Paese ancora arenato nella crisi.

Già, perché S.A., come molti suoi coetanei ha intraprendenza, capacità, un estro che forse nasconde un piccolo talento. Ma quando va in banca a chiedere un piccolo prestito per aprire uno studio dove poter eseguire tatuaggi, il funzionario lo liquida in pochi minuti.
«Quale capitale hai? Beni da dare in garanzia?».
«No, niente di tutto questo. Sennò, perché sarei venuto qui?».

Il dialogo va più o meno così. La sola garanzia che S.A. può dare all’impiegato è il book fotografico delle “creazioni” eseguito per amici e la ristretta clientela che riceve a casa: rose, ideogrammi, arabeschi finissimi come merletti, inchiostrati su avambracci, polpacci e caviglie. Ma la sua bravura non è un criterio sufficiente per ottenere un finanziamento.

Come fare? Parlando col prete conosciuto in oratorio S.A. trova la soluzione. Il sacerdote lo indirizza ai volontari del Fondo Famiglia Lavoro che, a loro volta, gli procurano un appuntamento alla Fondazione San Bernardino specializzata nell’erogazione di micro-crediti. Gli operatori della Fondazione, ex impiegati di banca in pensione, ascoltano la sua proposta e l’aiutano a scrivere un vero e proprio business plan: materiali, costi previsti, potenzialità del mercato, piano di rientro. Poi valutano la somma effettivamente necessaria per l’operazione e, attraverso un banca convenzionata, erogano un prestito di 10 mila euro che S.A. si impegna a restituire in sei anni a un tasso di interesse basso e abbordabile per chi deve cominciare da zero un’attività. A fare da garante sarà invece la Fondazione, con le risorse del Fondo Famiglia Lavoro.

Fine della storia? «No, è solo l’inizio – racconta S.A. -. Sto ancora lottando con la burocrazia per ottenere tutti i permessi. Non è facile. Ma ce la metterò tutta per dimostrare a chi mi ha dato fiducia che non si è sbagliato».

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