Dopo l’esperienza multimediale attuata durante l’evento, un patrimonio di disponibilità che rimane al servizio della comunicazione diocesana

di Davide MILANI

L’Incontro mondiale delle famiglie, che un anno fa celebrava a Milano i suoi atti finali con il Congresso teologico pastorale e le celebrazioni e gli incontri con papa Benedetto XVI, ha lasciato – tra i tanti segni tangibili e duraturi – anche un’accresciuta capacità di comunicare per la Chiesa ambrosiana. In quelle settimane, in Italia e in molti Paesi del mondo, il tema della famiglia riletto secondo la prospettiva del lavoro e della festa è stato al centro del dibattito nell’opinione pubblica. L’organizzazione di una comunicazione multimediale ha saputo «alimentare» i 1300 i giornalisti accreditati provenienti da tutto il mondo ed entrare in relazione diretta con milioni di utenti attraverso gli strumenti di comunicazione propri dell’Incontro mondiale (www.family2012.com, l’account Twitter, il profilo Facebook, il canale Youtube) e le dirette degli eventi principali raccontate dalle televisioni di tutto il mondo.

Oltre a questa esperienza, che può diventare patrimonio della Diocesi, rimane un media particolare, il più antico che si conosca, indubbiamente il più potente, che proprio in questi giorni viene messo a disposizione della nostra Chiesa. È quello “strumento” costituito dai Rol (i Responsabili organizzativi locali) e dai volontari dell’Incontro. Persone motivate, generose e competenti, che per mesi hanno saputo comunicare nelle parrocchie e nelle associazioni i temi, le esigenze concrete, gli appuntamenti dell’Incontro, la sua importanza e lo stile di accoglienza e di festa che voleva esprimere. Il tutto mediante i diversi servizi assunti volontariamente.

In questi giorni i Rol e i volontari di Family 2012 hanno ricevuto una e-mail con la quale si chiede loro la disponibilità a essere un costante raccordo per la comunicazione tra il centro della nostra Chiesa e le parrocchie, tra il territorio e l’Istituzione diocesana. Per comunicare iniziative pastorali, per condividere le attività delle comunità cristiane, per collaborare alla diffusione degli strumenti di comunicazione diocesana… È il testimone (non il testimonial…) colui che realizza la miglior forma di comunicazione, quella più capace di trasmettere contenuti decisivi per la vita. Per la comunicazione diocesana (intesa nel suo senso più ampio) Rol e volontari di Family costituiscono – un anno dopo la fine dell’Incontro mondiale delle famiglie – uno tra i segni più belli del bene generato da questo storico evento.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi