Prima consegna al Refettorio Ambrosiano e a tre comunità di accoglienza. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Caritas Ambrosiana, Just Eat e Pony Zero. Gualzetti: «Cresce la filiera del recupero: nel 2006, 3mila tonnellate di eccedenze rimmesse nel circuito della solidarietà»

«Da oggi Just Eat si aggiunge alle aziende che già collaborano con Caritas Ambrosiana per il recupero a fini solidaristici delle eccedenze alimentari. Una rete di cui fanno già parte importanti imprese della produzione e della distribuzione alimentare e che già lo scorso anno ci ha consentito di ridistribuire direttamente alle persone fragili che si rivolgono ai nostri servizi 3mila tonnellate di cibo che sarebbe stato buttato». Lo ha detto il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Marino per presentare l’avvio di “Ristorante Solidale”. Oltre a Gualzetti sono intervenuti l’assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane, Cristina Tajani, il Country Manager di Just Eat in Italia Daniele Contini e Marco Actis.

Il progetto “Ristorante Solidale”, nato dalla collaborazione tra Just Eat, Pony Zero e Caritas Ambrosiana, partirà questa sera con la consegna di 38 pasti preparati da 10 ristoranti partner di Just Eat con eccedenze alimentari, non venduto e integrazioni preparate per l’occasione, agli ospiti di tre comunità di accoglienza a Milano: “Pani e Peschi”, di via Consolini –  nuova casa per gli adolescenti milanesi che soffrono di disturbi psichiatrici, “Casa alloggio Centro Teresa Gabrieli” – casa di accoglienza di malati di Aids – e “La Locomotiva” in Via Copernico – comunità familiare per minori.

Tra i piatti che saranno serviti: pasta, riso e fagioli neri, piadine, hamburger, verdure, panini e porzioni di polenta calda. Il tutto consegnato in collaborazione con Pony Zero società di servizi specializzata nella logistica dell’ultimo miglio e nella distribuzione urbana ecologica.

Inoltre questa sera per la prima tappa del progetto saranno inoltre donate da Just Eat, con una consegna speciale, 100 pizze per la cena del Refettorio Ambrosiano. «Caritas Ambrosiana è impegnata nel recupero delle eccedenze alimentari dal 2015, quando in occasione di Expo, sollecitati dall’enciclica Laudato si’ di papa Francesco realizzammo il Refettorio Ambrosiano sviluppando un’idea di Massimo Bottura e Davide Rampello. Da allora il Refettorio ogni sera offre la cena a 90 ospiti cucinando cibo recuperato. Inoltre, grazie alla filiera che abbiamo creato, riusciamo a rifornire 320 centri di ascolto, tre empori della solidarietà, e una decina di centri di accoglienza, portando direttamente sulla tavola di chi ha bisogno il cibo sprecato»    

Nel corso dell’incontro con la stampa è stata presentata anche un’indagine condotta da Just Eat su un campione di 500 ristoranti della rete del brand da cui emerge che per l’83% dei ristoranti la problematica dello spreco è un tema importante e tra costoro il 77% ritiene di poter contribuire attivamente per affrontarlo. Dai dati emerge purtroppo che i ristoranti buttano via il cibo, il 24% ogni giorno, il 26% più di una volta alla settimana e il 50% una volta alla settimana, un trend negativo che evidenzia la necessità di sviluppare progetti e azioni concrete a supporto dei ristoranti nella gestione della problematica.

A oggi l’introduzione di alcuni accorgimenti è ancora scarsa, in primis la soluzione della family bag è stata adottata solo dal 10% dei ristoranti nonostante il 53% dei clienti la richieda, l’ottimizzazione della spesa dal 68% e la promozione di donazioni di pasti ai bisognosi dal 20%.

In questo scenario l’iniziativa “Ristorante Solidale” è stata già positivamente accolta dai ristoranti, il 55% avrebbe infatti piacere ad aderire per contribuire a limitare gli sprechi e beneficiare delle agevolazioni previste dalla nuova legge. L’87% dichiara infatti di non sapere che la legge anti-spreco consente agevolazioni fiscali a chi è attivo nel limitare gli sprechi, delineando l’importanza per il 35% di ricevere maggiori informazioni sull’argomento.

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