Nei giorni dell’Incontro mondiale una convivenza tra giovani in oratorio

di Cristina CONTI

Family 2012

Prosegue l’impegno delle parrocchie della Diocesi per organizzare l’accoglienza delle famiglie in occasione dell’Incontro mondiale che si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012. Ovunque ormai sono partiti gli incontri con testimonianze per aiutare i fedeli a riflettere sulle sfide che la famiglia deve affrontare nella società di oggi. Un po’ dappertutto, tramite avvisi e notizie sui bollettini parrocchiali, è già stata richiesta la disponibilità a ospitare gli stranieri che verranno nel capoluogo lombardo per prendere parte all’evento, mentre a livello decanale, le Commissioni Famiglia stanno distribuendo gli incarichi nelle parrocchie, in attesa del lancio delle iniziative, previsto per il 29 gennaio, in concomitanza con la Festa della Famiglia.

Proprio per favorire l’ospitalità nelle case, nel Decanato di Baggio è stata proposta l’idea di organizzare negli stessi giorni di Family 2012 una convivenza in oratorio dedicata ai giovani: un modo per permettere anche a coloro che vivono in periferia e che non hanno un’abitazione abbastanza grande, di poter partecipare al servizio di ospitalità. «L’Incontro mondiale dà molta importanza all’accoglienza: per venire incontro alle esigenze di tutti, anche a quanti hanno minori possibilità, la modalità scelta dunque è quella di famiglie che accolgono famiglie. Abbiamo pensato, perciò, che per creare più spazio fosse utile organizzare un’esperienza di convivenza per i ragazzi, come peraltro spesso si fa al termine dell’anno di catechesi», commenta don Vittorio Ventura, decano di Baggio e parroco della chiesa di Sant’Apollinare.

Questa iniziativa si svolgerà almeno in tre oratori. I ragazzi potranno rimanere a dormire nelle sale adibite per i 5 o 6 giorni dell’Incontro con il sacco a pelo. «Per ora si tratta solo di una proposta. Certo, in seguito probabilmente organizzeremo per i ragazzi anche attività o momenti di riflessione specifici sulle tematiche dell’incontro, con la collaborazione degli assistenti ai giovani. È molto importante, infatti, che questo evento non sia solo qualcosa di passeggero, ma lasci invece un segno nelle persone», aggiunge don Ventura. Un’idea che anche altri decanati potrebbero seguire, per aiutare i ragazzi a vivere in modo più profondo la riflessione sul tema della famiglia e per incentivare la partecipazione alle iniziative di accoglienza.

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