Felice Asnaghi

Con stupore mi sono imbattuto con Pick Wick,rivista collocata occasionalmente sugli scaffali della biblioteca confusa tra quotidiani e settimanali.  Il titolo ammiccante riprende il più celebre Il circolo Pickwickil primo romanzo dello scrittore ingleseCharles Dickenspubblicato nel 1836 e divenuto un caposaldo della letteratura anglosassone per il suo alto gradimento popolare. Certamente è un buon auspicio per la nostra rivista. La sfoglio e pian piano mi faccio prendere dalla lettura che spazia dalla poesia al romanzo alla filmografia.
Alla pagina due, Pick Wick si presenta:

Trimestrale di letteratura, poesia e cultura varia – direttore Gabriella Callegari – redazione Grazio Caliandro, Flavio Casella, Edoardo Corbetta, Marco Corbetta, Bruno Zanacca.  Distribuzione gratuita ai soli soci del Circolo Pick Wick e ad associazioni culturali che accettino lo scambio di materiale informativo. Una copia saggio sarà richiesta a che ne faccia richiesta. Pick Wick è aperto alla collaborazione di chiunque voglia partecipare attraverso manoscritti, foto ed altro materiale che va indirizzato alla sede del Circolo omonimo presso la Biblioteca di Besana Brianza.

La rivista è, dunque, “il foglio” de Il Circolo Pickwick, circolo letterario di Besana in Brianza, nato nel 1995 allo scopo di riunire persone amanti della letteratura e della poesia e interessate a ritrovarsi per discutere dei loro argomenti preferiti.  Il sito internet del circolo è ben più efficace e così declama:

L’amore per i libri ci ha spinto a ricercare altre persone alle quali comunicare questa passione e con le quali confrontarci e condividere la bellezza del leggere e dello scrivere.(Carta d’intenti del Circolo Pickwick, 1995) 

A pagina tre della rivista troviamo l’editoriale e un ricordo.  Nel primo, una frase di Cesare Pavese coglie nel segno: «Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e che facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi».
Nel secondo (il ricordo), il direttore traccia una biografia del cardinal Carlo Maria Martini in occasione dell’anniversario della sua morte.
Nelle pagine “Il nostro giovedì” si espone la serata passata con i soci fondatori a leggere poesie sia in italiano, sia in vernacolo brianzolo (di grande interesse storico), brevi racconti e soprattutto c’è lo spazio per uno scorcio letterario sulla tematica dell’acqua attraverso un approfondimento storico e la lettura di componimenti in versi di poeti contemporanei. E poi ancora pagine di poesia, una più bella dell’altra, scritte da gente comune dove affiora l’amore per la propria terra e la voglia di dare un’anima alla città.
Non poteva mancare la narrativa qui rappresentata da tre racconti che appena incominci a leggerli non riesci a fermarti tanto sono avvincenti. Angela Palmieri Beltrami con “L’insolito frequentatore” narra la vicenda di un giovane prete spedito in un piccolo paesino posto sopra un altura. Qui il tempo sembra essersi fermato ma attraverso la musica egli riesce a ricreare un’unità di popolo sorprendente tanto che la vita del villaggio riprende con slancio. Mario Malgieri nel suo “Il sale della vita” affronta il tema del razzismo e Franca Oberti con “L’Italia s’è desta?” lo spirito nazionalistico italiano.

La pagina “Cineforum” di Gabriella Callegari, attraverso fotografie e testi, ci fa riassaporare i bei tempi di “Vacanze romane” regia di Wyler del 1953. Il trimestrale chiude con un inno alla Sicilia attraverso le biografie di Salvatore Quasimodo e Leonardo Sciascia.

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