Da lunedì a mercoledì, l’Arcivescovo guida il pellegrinaggio di quasi 10 mila ambrosiani da Papa Francesco. Nelle brevi testimonianze, la gioia per i giorni che stanno vivendo, dai giovanial Vicario generale

di Annamaria BRACCINI

“Aspetto tanto di vedere papa Francesco, sono felicisisma ed emozionata di esser qui con i miei amici della Professione di fede”. Dice così Valentina, che è già arrivata a Roma con il suo gruppo, oltre 200 giovanissimi pellegrini del decanato di Gallarate. E continua: “Se incontrassi il Papa per un momento vorrei solo dirgli grazie per le cose che ci ha spiegato in questi primi giorni. Vorrei che sapesse che è bello pensare che i poveri occupino tutto il suo cuore”.
“Abbiamo incontrato, già quando eravamo in viaggio, numerosi gruppi di pellegrini ambrosiani e anche oggi, qui nella bsilica di San Paolo, sono moltissime le persone e i sacerdoti che arrivano dalla nostra diocesi”, racconta, invece, il “don” dei ragazzi di Cardano al Campo, don Erasmo Rebecchi.
“Il clima è quello di un grande entusiasmo tra i giovani, gli educatori e noi preti. I ragazzi attendono di vedere da vicino il Papa e il “loro” Arcivescovo. Per noi sarà poi, un’occasione per educare i ragazzi alla fede, anzitutto come è ovvio, ma anche alla cultura, alla bellezza, all’arte, visitando luoghi storici e chiese”.
“Il significato primo di questo pellegrinaggio è di celebrare l’Anno dela fede in comunione con le indicazioni della Chiesa universale che prevede la professione di fede nei principali luoghi dove il cristianesimo è nato, la Terrasanta, oppure dove è stato testimoniato attraverso il martirio, in primo luogo Roma, con la morte di Pietro”, riflette dn Massimo Pavanello, responsabile dell’Ufficio per il Turismo e i Pellegrinaggi. “Inoltre, questo pellegrinaggio intende essere la restituzione della visita che il Santo Padre ha fatto alla diocesi di Ambrogio e Carlo in occasione di Family 2012. Terzo motivo è l’incontro con il Santo Padre durante il quale confermeremo il nostro affetto nei suoi confronti, oltreché la comunione tra le due Chiese. Davvero, in questi giorni, si può dire, ‘Ubi Petrus, ibi Ecclesia Madiolanensis’.
“Mi picerebbe poter essere presente all’Udienza con papa Francesco di mercoledì, così come sono già stato all’Udienza che il Santo Padre ha concesso a noi preti argentini”, racconta, invece, don Sebastiàn Vivas, argentino, che studia a Roma e che in questa settimana Santa è stato al Sacro Monte come confessore, e che è tornato nella capitale con alcuni sacerdoti che seguono il pellegrinaggio ambrosiano. “Ho conosciuto il cardinale Bergoglio nel 2010 per una celebrazione eucaristica nella chiesa nazionale argentina a Roma. Sarebbe un bel modo per rivederlo ancora. Grazie alla Chiesa di Milano!”, “Compiamo questo pellegringgio come persone che si domandano ‘Come Dio ci sorprenderà’.
Siamo, infatti, persuasi che la sorpresa del Signore non è una verità inaspettata, ma una verità antica che sempre e di nuovo rivela la sua attrattiva. Ricordare come Chiesa ambrosiana il VII Incontro Mondiale, papa Benedetto a Milano, incontrare papa Francesco è vivere questa bellezza”, spiega, da parte sua, il vicaio generale della diocesi, monsignor Mario Delpini.
“Siamo moilto felici di poter vedere di persona papa Francesco perché è un Papa da ascoltare e da seguire nei suoi gesti e nelle sue espressioni”, aggiunge monsignor Erminio De Scalzi, vicario episcopale per i Grandi Eventi. Ritengo che questo pellegrinaggio che avevamo programmato per ringraziare papa Benedetto dell sua presenza a Family e per la sua visita alla diocesi di ben tre giorni, rappresenti un’occasione privilegiata per esprimere il nostro affetto e la nostra vicinanaza a Francesco e Benedetto.
Ho un ricordo personale che in queste ore mi torna spesso alla mente. Quando abbiamo compiuto la Visita ad Limina (la visita che ogni Chiesa locale compie sulle tombe di Pietro e Paolo e per incontrare il Pontefice) – i Vescovi lombardi sono stati gli ultimi a essere ricevuti da papa Benedetto –, il Santo Padre, rivolgendosi a me, disse: “Ma noi ci conosciamo, ma da dove?”. Intervenne il cardinale Scola, spiegando che ero il presidente della Fondazione Family. Il Papa, allora, mi disse ancora, facendo memoria dei suoi giorni “milanesi”: “Bellissimo, bellissimo, sono tornato a casa contento”. Questo ha ripagato me e la diocesi dell’innegabile e forte impegno profuso.

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