Redazione

Ogni comunità parrocchiale allora deve avere un suo ANIMATORE PASTORALE DEL TURISMO E PELLEGRINAGGI che in accordo col parroco diviene colui che si specializza in questo settore pastorale e gradualmente coinvolge il Consiglio Pastorale e la Comunità.

Sue caratteristiche essenziali sono:

– possedere una ecclesiologia comunionale e missionaria; curare una formazione permanente in Diocesi;

– programmare un’attività turistica nello stile della pastorale.

Il turismo si dilata, e noi come Comunità ecclesiale non possiamo perdere questa occasione di evagelizzazione.
Tanto più che da sempre pellegrinaggi e mete culturali/religiose sono state nostre iniziative parrocchiali.

Ora sempre più soggetti estranei intraprendono mete religiose, senza garanzie di serietà e verità in fatto di fede (.. penso ai tanti gruppi autonomi che vanno a S. Giovanni Rotondo senza prete!).

E’ necessario porre la comunità parrocchiale come soggetto attivo anche in questo campo, altrimenti in mancanza di nostre proposte si attivano associazioni, agenzie, ..compresi i venditori di pentole e creme…, che sfruttano la curiosità religiosa per altri fini e con ben altri risultati!

Non dobbiamo assolutamente cedere in questo campo più tipico nostro dei pellegrinaggi.
Per quel che concerne il TURISMO RELIGIOSO.
Una vasta fascia di gente non ha più la sensibilità di vivere due o tre giorni nello stile del pellegrinaggio classico (ricco di devozioni). Oggi, anche il pellegrinaggio classico deve curare di più l’evangelizzazione.

Una formula davvero efficace ancora di evangelizzazione è il cosiddetto Turismo religioso, dove assieme all’apertura culturale si ha l’occasione di annuncio per una fascia più ampia di gente.

Mira ad aiutare a trasformare il viaggio in pellegrinaggio con l’accostare la presenza della Chiesa, antica e attuale, quale occasione di annuncio evangelico; con relativi testi di celebrazioni e preghiera.

Questo facilita il compito del parroco che può fare da solo (a fianco delle guide locali) senza aver bisogno di ulteriori guide o assistenti spirituali specializzati (tranne forse per la T.S.).

Compito globale di una parrocchia missionaria in questo settore può essere sintetizzato così : Accoglienza: speciale cura celebrazioni, catechesi, iniziative culturali e caritative, rapporti umani… Promozione: parrocchia soggetto di iniziative proprie come modello di viaggio e visita (culturale e spirituale); esclusività nei pellegrinaggi; animazione discreta iniziative terza età; indicazioni a tutti per l’estate (omelie e bollettini..), formazione personale all’incontro.

Una pastorale questa che ormai deve avere come soggetto la comunità cristiana locale investita della missionarietà anche in questi nuovi areopaghi (anche perché spesso sono l’ultima spiagga per incontrare una percentuale sempre più grande di gente lontana o indifferente).

In concreto bisogna investire la parrocchia e il CPP di una sensibilità che si apra, ad esempio, ai moltissimi giovani interessati ad esperienze di turismo culturale, a famiglie e a pensionati che si muovono con un turismo spesso poco qualificato.

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