Dopo la prima tappa proseguirà nelle diverse zone della Diocesi il tour di presentazione dell’iniziativa che ricerca imprese disponibili a riavvicinare i disoccupati all’impiego. Il segretario del Fondo Gualzetti: «Ritrovare tutti insieme il senso di un comune destino»

di Francesco CHIAVARINI

Con un evento nella chiesa di San Bernardino alle Ossa a Milano, è partita questa sera “Cento imprenditori per cento posti di lavoro”, la nuova iniziativa del Fondo Famiglia Lavoro finalizzata alla ricerca di imprese disponibile a riavvicinare i disoccupati all’impiego. Il progetto è stato presentato agli imprenditori intervenuti dal presidente del Fondo Famiglia Lavoro, monsignor Luca Bressan, e dal segretario generale Luciano Gualzetti. È poi seguito un concerto offerto dalla Fondazione Cariplo e dal Collegio Ghislieri di Pavia, con lo Stabat Mater di Emanuele Rincón d’Astorga eseguito dal gruppo Ghislieri Choir & Consort, diretto da Giulio Prandi. Nelle prossime settimane e in autunno “Cento imprenditori per centro posti di lavoro” sarà illustrato in altri incontri nelle diverse zone della Diocesi.

Rilanciato in questa seconda fase dal cardinale Angelo Scola, il Fondo cerca dunque imprenditori coraggiosi e pronti a scommettere sul futuro, per intercettare le forze produttive vitali e offrire nuove chances a chi ha perso il lavoro. Una testimonianza concreta di come si possa battere la crisi, recuperando i legami sociali alla base del miracolo economico lombardo e italiano. Una scommessa ardua che impone un salto di qualità collettivo: per chi è nel bisogno, per la Chiesa e la società, per chi finora ha sostenuto il Fondo.

La notte di Natale 2008, davanti ai fedeli raccolti in preghiera nel Duomo di Milano, l’allora Arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi si chiese cosa fare per aiutare le famiglie che stavano perdendo il lavoro. La risposta fu l’istituzione del Fondo Famiglia Lavoro. In poco più di tre anni, grazie alla generosità dei milanesi, vennero raccolti 14 milioni di euro e aiutate 7 mila famiglie a pagare il mutuo, l’affitto, le bollette del gas e della luce, a sostenere la spesa per l’alimentazione…

Il Fondo doveva essere temporaneo, perché passeggera doveva essere la crisi economica. Non è andata così. La crisi non è passata. Anzi, sta colpendo ancora più duramente. Per questo il cardinale Scola ha voluto rilanciare l’iniziativa adeguandola alle necessità con una versione aggiornata.

Oggi le persone che si rivolgono al Fondo ricevono non più solo aiuti a fondo perduto, ma anche prestiti per aprire piccole attività imprenditoriali, consulenza per proseguire attività lavorative in proprio che hanno già intrapreso, formazione professionale. Un rilancio che presuppone, però, che si mobilitino attorno al Fondo tutte le forze buone e vitali: il mondo del volontariato, ma anche e soprattutto quello dell’impresa.

In questi mesi i cittadini hanno fatto la loro parte, donando complessivamente al Fondo oltre 4 milioni di euro in offerte, un grande sforzo di generosità in un momento non facile per i bilanci familiari. Anche il non-profit non ha fatto venire meno il proprio aiuto. Caritas e Acli, come nella prima fase, hanno messo a disposizione i propri volontari impegnandoli nei distretti. A queste organizzazioni si sono aggiunte altre realtà significative del cattolicesimo ambrosiano impegnato nella società civile: il Movimento dei Focolari e la Compagnia delle opere, che hanno offerto il loro know how e il patrimonio di relazioni per favorire soprattutto l’auto-imprenditorialità di chi ha voluto rimettersi in gioco e avviare proprie attività. Le tante energie espresse da questi mondi potranno dare frutto se verranno accolte da imprenditori disposti a condividere un tratto di strada insieme.

Ecco quindi il senso dell’iniziativa “Cento imprenditori per cento posti di lavoro”, che toccherà i vari distretti economici nel territorio della Diocesi. Ogni incontro sarà dedicato a una specifica categoria. Saranno coinvolti artigiani, commercianti, imprese dei servizi, medie e piccole aziende, cooperative sociali, banche del credito operativo. Obiettivo: mettere in comunicazione proprio il Terzo settore con l’impresa profit, per guardare avanti. Oltre la crisi.

«Sappiamo quanto sia difficile questo momento proprio per il mondo produttivo lombardo – osserva il segretario generale del Fondo Luciano Gualzetti -. Eppure proprio la storia delle nostre terre ci insegna che nei momenti più gravi, osare il bene è sempre stata una via efficace per superare i problemi. “Cento imprenditori per cento posti di lavoro”, vuole essere una provocazione, speriamo suggestiva, per ritrovare tutti insieme – lavoratori, imprenditori, società civile – il senso di un comune destino, senza il quale difficilmente usciremo dal tunnel della crisi».

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