Lanciato l’appello alle aziende per destinare l’equivalente dei doni all’iniziativa diocesana. Luciano Gualzetti: «Si possono immaginare forme di sostegno, di vicinanza e di scambio di questo tipo, non solo il bigliettino,ma anche un momento di riflessione»

di Pino NARDI

famiglia-lavoro
05 -02-2009 MILANO, ARCIVESCOVADO IL CARDINALE PRESIEDE ALLA CONFERENZA STAMPA SUL FONDO FAMIGLIA - LAVORO

Lanciare ora questa proposta sembra fuori stagione. Mentre si boccheggia per gli oltre 30 gradi estivi, al Fondo Famiglia-Lavoro si portano già avanti. E pensano al prossimo Natale. Con una proposta a tutte le aziende: perché non devolvere l’equivalente del pacco natalizio o dei regali aziendali al Fondo per aiutare chi il lavoro ormai non lo ha più?
«Proponiamo due modalità – sottolinea Luciano Gualzetti, segretario generale del Fondo e vicedirettore della Caritas Ambrosiana -. Diciamo alle aziende: potete devolvere al Fondo l’intero pacco dono e dare ai dipendenti un biglietto di augurio, che possiamo proporre con i nostri uffici, col simbolo del Fondo famiglia-lavoro. Oppure inserire in un pacco dono, che comunque rimane, questo biglietto con il quale si dice che parte del valore del pacco è stato devoluto al Fondo».
Prosegue così l’impegno a diffondere questa proposta, soprattutto vista la grande mole di richieste di sostegno che quotidianamente arrivano, di lavoratori rimasti a casa per la crisi. Che continua a colpire duro. Per questo si chiede anche alle aziende floride e ai loro lavoratori di essere solidali con i colleghi meno fortunati. «Il senso della proposta è seguire le indicazioni del cardinale Tettamanzi, che invita coloro che non sono stati colpiti dalla crisi di considerare che comunque ci sono altri lavoratori che hanno perso il lavoro e non ce la fanno ad arrivare a fine mese – continua Gualzetti -. Il discorso degli stili di vita e della sobrietà in questo caso è finalizzata a donare un qualcosa che si riceve proprio perché c’è ancora il lavoro. Le aziende fanno queste iniziative di augurio ai propri dipendenti: quindi è condivisa tra i lavoratori e le ditte rinunciare a questo per aiutare le persone in difficoltà tramite il Fondo, che è stato costituito per far riflettere, ma anche come iniziativa concreta che può aiutare le famiglie in difficoltà. Lo sta facendo attraverso diverse forme di aiuto e di vicinanza: questa può esserne una ulteriore. Simbolicamente significativa a due anni dal Natale in cui è stato lanciato il Fondo».
Ma aderire a questa proposta vuol dire anche avere la possibilità di un approfondimento sul valore della solidarietà. Infatti si possono promuovere dibattiti nei luoghi di lavoro. «Noi del Fondo siamo disponibili ad andare nelle aziende che fanno questa iniziativa, magari quelle più grandi – sottolinea Gualzetti – per spiegare ai lavoratori il senso del Fondo. Quindi si possono immaginare forme di sostegno, di vicinanza e di scambio di questo tipo, non solo il bigliettino, ma anche un momento di riflessione».
A chi si devono rivolgere le aziende che vogliono aderire? «Si possono rivolgere all’Ufficio offerenti della Caritas ambrosiana che aiuta le aziende a trovare progetti seri per finalizzare queste forme di solidarietà. In questo caso verranno indirizzati coloro che vogliono devolvere al Fondo». Info: Caritas ambrosiana, Ufficio raccolta fondi (via S. Bernardino 4, Milano – tel. 02.76037324 – offerte.ambrosiana@caritas.it)

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