Redazione

Alcune amministrazioni comunali assimilano, erroneamente, l’attività di oratorio ai centri di aggregazione giovanile o ai centri diurni estivi, pretendendo adempimenti previsti dalla normativa solo con riferimento a queste ultime specifiche attività.
Come noto, invece, l’attività di oratorio altro non è che espressione della pastorale parrocchiale a favore dell’educazione e formazione cristiana dei giovani, che non necessita di alcuna autorizzazione amministrativa al funzionamento, né può essere assoggettata a standards qualitativi e organizzativi previsti per le attività analoghe sopra citate, in quanto attività di religione e culto ai sensi dell’art. 16 lett. a) legge 222/1985.
La funzione educativa e sociale di questa attività parrocchiale è stata riconosciuta prima a livello regionale con la legge della Regione Lombardia n. 22 del 23 novembre 2001 e successivamente a livello nazionale con la legge n. 206 del 1 agosto 2003; quest’ultima ha altresì incentivato forme di collaborazione fra la parrocchia e gli enti pubblici nel contesto di un sistema integrato di interventi e servizi sociali rivolti ai minori, come disciplinato dalla legge 328/2000.
Questa collaborazione non può però assumere la forma dell’appalto di servizi perché è la parrocchia, e non il comune, il soggetto naturalmente titolare di questa attività educativa.
L’auspicabile collaborazione con l’ente pubblico, cui si accompagna il sostegno economico (anche attraverso servizi a prezzo agevolato o gratuiti), si può realizzare attraverso due modalità alternative:
1) la sottoscrizione di un’apposita convenzione che ha ad oggetto solo l’attività di oratorio estivo, oppure2) qualora la parrocchia e il comune intendano sviluppare una collaborazione più ampia e duratura, la sottoscrizione di un accordo quadro cui farà seguito la sottoscrizione di un protocollo operativo.
Entrambe queste possibilità assegnano a ciascun soggetto il “giusto” ruolo e definiscono la corretta imputazione delle responsabilità giuridiche.
E’ opportuno che la parrocchia, prima di sottoscrivere le convenzioni testé citate, ne trasmettano copia all’Ufficio Amministrativo Diocesano per la dovuta autorizzazione canonica.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi