All’Istituto Tecnico Industriale Badoni il monastero con la sua Regola proposto come prototipo di comunità, ma anche come modello di management aziendale

San Benedetto

Ha senso parlare a maturandi di leadership e farlo con la Regola benedettina? All’Istituto Tecnico Industriale Badoni di Lecco pensano proprio di sì ed è per questo che, su iniziativa dell’insegnante di religione, professor Carlo Polvara, nel piano formativo delle classi quinte è stato inserito un ciclo di incontri dal titolo “La Regola benedettina come modello di management”, a cura di Paolo G. Bianchi, consulente ed esperto del settore che opera da anni con numerosi imprenditori e aziende con la metodologia Abbey Programme, da lui ideata e basata proprio sulla Regola benedettina.

«L’intervento non è fuori dal mondo – sostiene Polvara -. Del resto la matrice benedettina è quella che ha risollevato un’Europa ormai disintegrata dalle invasioni barbariche. Se oggi importanti gruppi imprenditoriali utilizzano corsi mirati proprio utilizzando metodologie ispirate alla Regola, ci sarà certo una ragione che va ben oltre la semplice moda. Mi è sembrato interessante proporre ai ragazzi il modello benedettino di management, con il quale confrontarsi per analizzare, condividere idee e strategie. È uno strumento in più che abbiamo voluto offrire agli studenti, estremamente interessante e che affonda le sue radici nella nostra storia, ma che, allo stesso tempo, è di estrema attualità».

Ne è convinto anche Bianchi: «Presto questi studenti saranno chiamati a fare scelte importanti nella loro vita. Molti affronteranno la ricerca di un lavoro, altri l’università: è importante conoscere quali possono essere le virtù di un leader e i valori sui quali basa il suo operato proprio per potersi preparare a essere i leader di domani. Ho accettato con entusiasmo l’incarico per questo ciclo d’incontri perché i docenti della Badoni hanno dimostrato una particolare sensibilità, che li ha portati a offrire ai ragazzi un intervento formativo “a monte”, mentre solitamente la tendenza è di lavorare “a valle”, a seguito di bisogni specifici. È gratificante ed “energizzante” poter lavorare con gli studenti per creare un percorso di ricerca al fine di identificare le caratteristiche comuni di un buon leader e trarne ispirazione». «Quello benedettino – conclude Bianchi – è un modello di vita e di management che esiste da 1500 anni e che si dimostra estremamente attuale nei suoi insegnamenti perché si distacca dalle classiche modalità marketing oriented per focalizzarsi sulla centralità della persona nei processi».

Il coinvolgimento delle classi è stato impegnativo: quattro lezioni in cui è stato analizzato il monastero come prototipo di vita comunitaria, ma anche aziendale. Non dimentichiamo che Ora et Labora è proprio uno dei motti benedettini in cui si coniugano le attenzioni per l’interiorità e l’equilibrio personale con quelle per la produzione e il benessere che nasce anche da un sano approccio al lavoro. Da sempre l’attività lavorativa è per i benedettini fonte di ispirazione, condivisione delle problematiche e delle soluzioni, capacità di guida e valorizzazione, metodo per l’autoconoscenza e la realizzazione personale.

«Gli studenti – continua Polvara – si sono lasciati guidare in questa ricerca scoprendo come l’identità umana debba venire al primo posto e come le relazioni che ne conseguono possono creare processi virtuosi nella vita personale e in quella del lavoro. Niente di religioso, ma un processo di identificazione nel quale il sistema valoriale fa la differenza in ogni scelta, studenti o neo lavoratori non conta: è quanto è emerso durante le lezioni e nelle schede di lavoro elaborate in gruppo».

Benedetto con la sua Regola, a quanto pare, ha ancora molto da dire anche per le giovani generazioni e chissà che proprio attraverso questi messaggi non si possano tracciare le linee-guida per una leadership del futuro ispirata a questi valori.

Ora i ragazzi del Badoni, con l’aiuto del professor Valerio Sala, sono alle prese con l’elaborazione di quanto è emerso durante gli incontri per arrivare alla creazione di un e-book, una testimonianza operativa duratura e facilmente distribuibile “in rete” che possa coinvolgere e incuriosire anche altri, giovani e non, che magari ancora non conoscono le potenzialità della Regola benedettina.

Grande attesa è poi riservata alla giornata di lavori “sul campo” presso l’Abbazia benedettina di Praglia (Padova), che il prossimo 19 novembre concluderà il ciclo “La Regola benedettina come modello di management”. Qui gli studenti incontreranno l’Abate (le domande e la curiosità sono veramente tante) e si cimenteranno in una giornata all’insegna del lavoro comune, dello spirito di gruppo, del silenzio e della voglia di imparare dalla Regola quello che può rendere il loro domani più consapevole. 

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