Sono ragazzi dai 14 anni in su che quest'anno hanno scelto di investire il loro tempo estivo per chi si trova in difficoltà

di don Omar CORVI
vice assistente regionale Unitalsi

pellegrinaggio unitalsi 2015

Sono più di 150 i giovani – a partire dai 14 anni – che quest’anno hanno scelto di investire il loro tempo estivo e le loro energie a favore di chi si trova in difficoltà a causa di malattia, disabilità o vecchiaia, partecipando al pellegrinaggio a Lourdes con l’UNITALSI Lombarda.
Non si tratta di un’esperienza di semplice servizio: è innanzitutto un’esperienza di fede. Siamo tutti in cammino per incontrare insieme il Signore, per vivere della sua presenza e del suo Amore, per imparare ad essere Chiesa. Maria Santissima ci ha preso per mano e ci accompagna passo dopo passo, e ci insegna ad aprire veramente il nostro cuore a Gesù.
Il Signore raggiunge ciascuno attraverso vie per noi a volte misteriose, sempre però si rivela nella carità. L’entusiasmo e la disponibilità tipiche dell’età giovanile – soprattutto quando si decide di giocarsi veramente in un’esperienza così ricca -, rendono più vivo e gioioso l’intero pellegrinaggio, e aiutano a ricaricarsi di speranza, per affrontare con forza il presente e maturare sempre più la propria fiducia in Dio anche in vista del futuro.
L’esperienza del pellegrinaggio a Lourdes con l’UNITALSI è un’esperienza che può definirsi completa. Un’esperienza di cui sempre si dice: “difficile da descrivere … va vissuta per poter essere compresa”.
In questi giorni il Signore semina nei nostri cuori ogni grazia. Saranno importanti anche i mesi che seguiranno il pellegrinaggio: tempo in cui essere docili all’azione dello Spirito Santo affinché il tutto possa portare frutto nella quotidianità della nostra esistenza, così che la nostra vita possa essere veramente cristiana e si possa gustare pienamente “la gioia della missione”.
Il beato Paolo VI ci assista con la sua intercessione.

 

Mons. Oscar Cantoni (vescovo di Crema):
«Il ricordo di Paolo VI è sempre vivo»

La consegna della reliquia del Beato Paolo VI al delegato del Vescovo di Lourdes Mons . Nicolas Brouwet, all’inizio della Santa Messa Internazionale di domenica 09 agosto, é stato un momento di grande commozione e di intima gioia. Il ricordo del grande Pontefice, figlio della terra lombarda e Arcivescovo di Milano, é sempre vivo e la testimonianza di fede e di amore a Cristo, alla Chiesa, la sua passione percio’ che é autenticamente umano, é uno stimolo perché anche noi diveniamo appassionati servitori di quanto Egli ci ha trasmesso, con la sua presenza di Pastore nella Chiesa di Milano, prima e quindi a servizio della Chiesa universale.

Don Giovanni Frigerio (assistente Regionale):
«L’invito a fare tutto per amore»

Il nostro pellegrinaggio é entrato subito nel vivo perché ci siamo sentiti accolti a casa nostra. Lourdes, come ha sottolineato Mons. Arodes, rappresentante del Vescovo, é per noi unitalsiani una casa dove ci troviamo accolti e accompagnati da Maria. E’ davvero significativo quanto abbiamo espresso nella preghiera alla Messa: “Gustate e vedete quanto é buono il Signore”. Questo é un invito pressante a fare tutto per Amore e Maria dalla grotta ci prende per mano e ci accompagna maternamente. Nella celebrazione dell’Eucarestia sono stati usati i paramenti indossati dal Beato nel 1958. La casula porta il simbolo dello Spirito Santo che ci richiama come Egli ha riempito Maria che ha detto il suo si. I gigli poi richiamano il motto episcopale del Beato Giovanni Battista Montini: “in Nomine Domini”. Anche le dalmatiche dei diaconi e il piviale che fu indossato durante la processione eucaristica porta il simbolo di Cristo attraverso il famoso simbolo del Chi Ro’. Le croci poi ci richiamano il Cristo crocifisso risorto Salvatore. Ringraziamo il Signore per questa significativa esperienza che rimarrà sempre nel nostro cuore.

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