L'azienda ha annunciato per la sede di Cassina de Pecchi un esubero di oltre il 50 per cento del personale. Martedì 12 giugno, un incontro fra don Walter Magnoni e i rappresentanti sindacali presso la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Milano ha ribadito la necessità di trovare soluzioni a tutela dei dipendenti coinvolti.

di Silvio MENGOTTO

Siemens Nokia Cassina de Pecchi
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Il drastico annuncio dell’azienda di telecomunicazioni Nokia-Siemens di Cassina de Pecchi di dichiarare 680 esuberi su 1100 dipendenti (oltre il 50 per cento dei lavoratori), ha sollecitato l’incontro tra le rappresentanze RSU aziendali di Nokia-Siemens e don Walter Magnoni della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Milano, alla presenza anche di Christian Gambarelli, segretario Fim-Cisl di Milano, e di Marcello Scipioni, segretario territoriale della Fiom. L’incontro si è svolto presso gli uffici della Curia milanese martedì 12 giugno.

«È stato un incontro proficuo – dice Christian Gambarelli – in cui si è condiviso l’obiettivo di dare maggiori informazioni sulla nostra vicenda aziendale. Sono in gioco 680 lavoratori e le rispettive famiglie». A giorni don Walter Magnoni scriverà ufficialmente una lettera all’amministratore delegato di Nokia-Siemens, nel tentativo di poter riaprire uno spiraglio positivo, per affrontare il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.

L’eco del VII Incontro mondiale delle famiglie non solo non si è sopito, ma bisogna ricordare che a tema aveva la triade famiglia, festa e lavoro. Monsignor Bruno Forte, vescovo di Chieti Vasto, che ha guidato a Milano una vasta delegazione della sua diocesi, dice «che il lavoro è un messaggio, molto importante proprio in quanto partito dalla capitale industriale, economica e produttiva del Paese: il lavoro è fondamentale, perché nel lavoro si esprime la dignità della persona umana».

Per i sindacati rimane ferma la volontà di costruire tutte le forme possibili di tutela e ricollocazione di questi lavoratori. Attualmente da parte aziendale si registra un momento, forse interlocutorio, di stasi, che contraddice quanto annunciato un mese fa. «Siamo in una fase di stallo – commenta il segretario Fim/Cisl Christian Gambarelli -. L’azienda aveva preannunciato essere giugno il mese di inizio della procedura di mobilità, ma grazie al cielo siamo ancora fermi».

Le organizzazioni sindacali stanno promuovendo una serie di iniziative di informazione e mobilitazione anche con le istituzioni e con il Ministero del lavoro. I sindacati sollecitano, attraverso il Ministero del lavoro, la possibilità di poter incontrare i manager europei al fine di «capire – conclude Christian Gambarelli – come può essere impostato il piano di ristrutturazione e come sia possibile diminuire l’impatto generale anche se sappiamo essere un’impresa ardua».

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