La riflessione di un diacono a pochi giorni dall’ordinazione sacerdotale. La sua vocazione ispirata dal versetto di Giovanni

di don Simone VASSALLI

don Simone Vassalli

Fin da piccolo avevo un sogno e mi dicevo: «Da grande voglio fare lo scienziato e il ricercatore!». Ricercatore di forme di vita ancora sconosciute, ricercatore di farmaci e soluzioni alle grande malattie! Ecco che allora fin da piccolo i miei regali preferiti furono “Il piccolo chimico”, un bel microscopio da biologo… Insomma nessun dubbio, nessuna titubanza.

Al termine delle Scuole medie mi sono iscritto al Liceo scientifico e poi con molta linearità ho proseguito nell’ambito scientifico frequentando l’Università statale, laureandomi prima in Scienze biologiche e poi proseguendo con una laurea specialistica in Biologia applicata alla ricerca biomedica! Tutto secondo i piani, tutto calcolato oserei dire… Eppure qualcosa non ha funzionato secondo i miei progetti ed eccomi qui a pochi giorni dall’ordinazione sacerdotale.

Nella mia vita non mi è mai mancato niente, una bella famiglia, tanti amici, lo studio a gonfie vele, passavo le ore in oratorio con i ragazzi a fare l’educatore, eppure sotto sotto c’era qualcosa che ancora non mi rendeva felice. La domanda che più mi tormentava era: «Ho tutto e perché non sono contento… Cosa mi manca?». Ecco che da buon ricercatore ho iniziato a cercare e ricercare con assiduità la risposta a questo interrogativo che mi tormentava. Ho consultato tutte le enciclopedie disponibili, i dizionari, i libri di psicologia, di neuroscienza… Eppure nessuno era in grado di soddisfare il mio interrogativo.

Poi un giorno mi è capitato di essere in chiesa e di prendere tra le mani il Vangelo di Giovanni al capitolo 15. L’ho letto con attenzione quella mattina, versetto per versetto e sono stato subito attratto da un’espressione: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici». Nessuna folgorazione, solo tanta inquietudine. Dopo una settimana questo versetto mi tornava continuamente alla mente, e ho iniziato a pormi una domanda: «Ma non è che questo versetto sta parlando proprio a me?». Senza altri indugi mi sono accorto che da un po’ quel vuoto che avvertivo e che mi aveva perseguitato fin lì era letteralmente svanito. Avevo trovato la soluzione, compresi come quella Parola era rivolta proprio a me e mi stava indicando una strada di felicità. Mi misi subito in ricerca, fino all’ingresso in Seminario. E così è iniziata un’altra grande avventura.

Sabato 8 giugno sarò ordinato sacerdote nel Duomo di Milano e inizierà ufficialmente il mio ministero in tre parrocchie della Brianza vicino a Monza: Biassono, Macherio e Sovico. Sarò ordinato con altri 18 compagni di cammino. Il motto che abbiamo scelto è “Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli”, tratto dal Salmo 22. Il tempo ormai è trepido e carico di emozione. Mi viene allora alla mente un’espressione di Sant’Agostino, che si addice a quello che di più profondo custodisco nel cuore e che traduco così: «Con voi cristiano, per voi prete».

Vi chiedo dunque di accompagnare me e i miei 18 amici nella preghiera perché possiamo essere con voi compagni di viaggio, e per voi preti capaci di essere veri discepoli di Gesù!

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