Servi della Sofferenza 2010, Pagg. 107, € 8,00

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Il binomio Migranti e Salute ci richiama alla memoria le parole di Gesù che udremo nel momento del grandioso atto del giudizio finale, quando rivolgendosi a coloro che saranno posti alla sua destra per ricevere “il regno preparato per loro”, affermerà: “Ero forestiero e mi avete accolto” (Mt. 25,36). Da questa descrizione emerge l’identificazione del Signore Gesù con tutti i bisognosi d’aiuto e quindi anche con i migranti e i migranti malati. Di conseguenza, come cristiani, siamo chiamati a vedere nello straniero, anche il più lontano, la stessa persona del Cristo da amare.
Il testo curato da don Urso, oltre che aiutarci a superare uno stereotipo diffuso e generalizzato; il ritenere lo straniero pericoloso, mentre nella maggioranza dei casi sono totalmente inseriti nel nostro contesto societario e sono essenziali per il presente e per il futuro della nostra nazione, evidenzia il loro rapporto con la salute e di conseguenza anche con la malattia, che a volte faticano ad affrontare dignitosamente per la soffocante burocrazia cui sono soggetti.
Il testo è introdotto da mons. Mario Paciello che confronta i due stranieri presenti nella parabola del buon Samaritano, chiedendo a tutti un chiaro impegno concreto. “I due ‘stranieri’ vivono l’esperienza alta dell’amore nel ‘farsi prossimi’ e nella ‘cura’ delle piaghe fisiche e morali. Ne consegue che il servizio della carità e la pastorale della salute sono due aspetti, due momenti dell’unica testimonianza dell’amore di Dio che si rivela ed evangelizza attraverso l’amore del prossimo”.
 

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