Ludopatia, una patologia diffusa, con poche cure e prevenzione. L’Amci ne analizza anche i risvolti sociali

gioco d'azzardo

Giovedì 18 aprile, alle 18, a Milano, presso la sala Conferenze dell’Istituto Suore di Maria Bambina (via Santa Sofia 17), l’Amci, Associazione medici cattolici italiani-sezione di Milano, organizza il secondo incontro del ciclo “Discutiamone insieme” dal titolo “Ludopatia: patologia organica e malattia sociale”.

Ne discuteranno Silvio Scarone, professore ordinario di Psichiatria presso l’Università degli Studi Milano al dipartimento di Salute mentale, ospedale San Paolo; Roberto Mancin, responsabile dell’Osservatorio del dipartimento Dipendenze Asl Milano; Fulvia Prever, psicoterapeuta Associazione And-Azzardo e nuove dipendenze-Gruppo donne. La serata sarà moderata da Alberto Cozzi, consigliere Amci Milano.

La ludopatia o gioco d’azzardo patologico, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, interessa in Italia circa 700 mila persone, cioè il doppio degli alcolisti e dei tossicodipendenti assistiti dai servizi sociali. Si tratta di una patologia sia organica sia sociale, che interessa in particolare le categorie più deboli come pensionati, giovani, disoccupati, stranieri, ecc. Per i giocatori d’azzardo non sono ancora previsti percorsi sistematici di cura e prevenzione. Si tratta quindi di un fenomeno assai diffuso che non può essere sottovalutato.

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