L’analisi trimestrale della Camera di commercio monzese segnala la crescita del fatturato, anche se il mercato del lavoro torna a manifestare incertezza

di Cristina CONTI

lavoro

Cresce il manifatturiero in Brianza. Un incremento che riguarda sia fatturato che produzione, aumentate da luglio 2015 rispettivamente dello 0,6 e dello 0,8%. Sono i dati che emergono dall’Analisi congiunturale trimestrale dell’industria manifatturiera, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza.

La produzione conferma il trend positivo registrato nello scorso trimestre ed è accompagnata da una buona performance del fatturato. L’andamento degli ordinativi è in controtendenza, ma è bilanciato dalle aspettative in miglioramento degli imprenditori. L’indicatore economico relativo alla produzione è di segno positivo per il secondo trimestre consecutivo e in crescita. La variazione tendenziale, vale a dire rispetto allo stesso periodo del 2014, passa da +2,9% a +3,1%.

Il mercato del lavoro però torna a manifestare incertezza: il saldo occupazionale è di nuovo negativo, dopo il miglioramento dello scorso trimestre, passando da +0,8% a -0,1%, risultato della differenza tra un tasso di ingresso pari a 1,1 e uno di uscita di 1,3. Diminuisce la percentuale di imprese che fanno ricorso alla cassa integrazione guadagni (da 16,1% a 12,8%), aumenta, tuttavia, la quota di cassa integrazione sul monte ore trimestrale (da 0,5% a 2,6).

Ma non mancano le buone aspettative. «Gli industriali della Brianza guardano al futuro con maggiore fiducia, in un clima di attese più ottimistiche, che iniziano a fondarsi su dati di mese in mese più saldi – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza -. La produzione, che per tutto il 2014 si è mantenuta in terreno negativo, negli ultimi due trimestri sta confermando una performance in crescita. Resta tuttavia incerta la situazione del mercato del lavoro, su cui è necessario intervenire affinché si inneschi una solida ripresa».

Le attese degli imprenditori riflettono un clima positivo per il prossimo trimestre: il saldo tra ottimisti e pessimisti mantiene segno più sia per quanto riguarda l’andamento della produzione che della domanda (interna ed estera). La percentuale di chi prevede aumenti dei livelli produttivi passa da 24,4% a 30, per la domanda interna la quota sale da 17,6 a 25,9%. Si riduce lievemente però quella degli imprenditori che prevedono incrementi di domanda estera (da 31,4 a 29,8%).

 

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