La riflessione di don Antonio Novazzi, responsabile della Pastorale missionaria diocesana

di Antonio NOVAZZI
Responsabile Pastorale missionaria

Don Antonio Novazzi

Il progetto del Convegno missionario straordinario che ha preceduto la Veglia diocesana, con eventi sul territorio lungo tutto il mese di ottobre, è nato dai 50 anni di missione ad gentes della Chiesa ambrosiana: nel 1961 avvenne l’invio del primo fidei donum. Un’occasione importante perché la Diocesi rifletta sulla missione ad gentes quale «paradigma» della pastorale delle nostre comunità cristiane (cfr «Evangelizzare in un mondo che cambia»).

Del resto, Benedetto XVI, aprendo l’Anno della fede e il Sinodo sulla Nuova evangelizzazione, a 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II, aveva invitato tutta la Chiesa a una testimonianza più autentica perché l’annuncio del Vangelo potesse arrivare a tutti. In questa prospettiva, avvertiamo quanto possa rivelarsi propizia questa riflessione, proprio in relazione all’urgenza della trasmissione della fede e ai cammini di una nuova evangelizzazione: «luoghi pastorali» gravidi di una «riforma» della Chiesa fedele alla tradizione e al suo Vangelo. Papa Francesco, inoltre, ci spinge a uscire e a superare i rischi di una Chiesa autoreferenziale per percorrere i cammini degli uomini e delle donne di oggi e raggiungere così le periferie esistenziali della vita, non solo quelle geografiche.

È pertanto una grande opportunità per tutti i fidei donum condividere questo momento con la Chiesa che li ha inviati per poter narrare le grandi cose che lo Spirito di Gesù opera in tante Chiese sorelle e in tanti luoghi del mondo. L’ascolto reciproco sarà un dono anche per la Chiesa di Milano. Infatti, l’incontro e lo scambio con altri fratelli e sorelle nella fede diventa ricchezza per noi, ci aiuta a riscoprire il Vangelo e lo stesso volto di Gesù, forse una pagina inedita dello stesso Vangelo.

Il nostro Cardinale, inoltre, regalandoci la Lettera pastorale «Il campo è il mondo: vie da percorrere incontro all’umano» ci ricorda che la Chiesa non ha bastioni da difendere, ma solo strade da percorrere per andare incontro agli uomini. Potremo così sperimentare che il campo del buon seme è grande quanto il mondo ed è abitato dallo Spirito di Gesù che compie cose grandi nel cuore e nella vita di tante persone.

I fidei donum sono testimoni delle opere dello Spirito nella vita di popoli, culture e Chiese sorelle. Come Paolo e Barnaba, dopo il loro primo viaggio missionario, sono tornati ad Antiochia per raccontare ciò che avevano visto e toccato con mano, le fatiche e le gioie dell’ospitalità ricevuta, così i fidei donum ritornano a casa per dire alla Chiesa di Milano che li ha inviati di continuare a mandare missionari ad gentes se vuole rimanere fedele al suo Maestro e se vogliamo che il fuoco della missione non si spenga nel cuore delle nostre comunità.

«Di fronte alla tentazione delle comunità cristiane di chiudersi in se stesse, preoccupate dei propri problemi  – ci ricorda il Papa -, il vostro compito è di richiamare la missio ad gentes, di testimoniare profeticamente che la vita della Chiesa e delle Chiese è missione, ed è missione universale» (dal discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all’incontro delle Pontificie Opere Missionarie).

Ci auguriamo che questo evento missionario sia un dono per tutta la Chiesa ambrosiana, perché nell’ascolto di tanti cammini diversi, possa ancora stupirsi del dono del Vangelo che ha ricevuto e possa, inoltre, riconoscere le grandi opere che lo Spirito sta operando nel grande campo del mondo.

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