Un piccolo luogo al centro del paese con 250 ragazze che si ritrovavano nei giorni festivi a studiare insieme il catechismo, pregare e cantare

di Marta VALAGUSSA

oratorio femminile Seregno

Cento anni di Fom sono una tappa decisamente importante se pensiamo a tutte le generazioni che hanno trovato nell’oratorio un luogo di formazione umana e cristiana. Esistono tuttavia oratori ancora più antichi della Fom: come l’oratorio femminile Maria Immacolata di Seregno, in provincia di Monza. Per la verità, dal 2002 è confluito nell’attuale oratorio San Rocco, unendo così ragazzi e ragazze della comunità cristiana in un unico oratorio misto. Ma nei 140 anni di vita – la sua fondazione risale infatti al 1861 – è stato un punto di riferimento per la formazione di bambine e giovani donne della città di Seregno.

Inizialmente si trattava solo di un piccolo luogo, nel centro paese, in via Lamarmora, dove 250 fanciulle si ritrovavano, perlopiù nei giorni festivi, a studiare il catechismo, pregare e cantare insieme. Nel corso degli anni, in particolare negli anni Settanta, la struttura è cambiata notevolmente, diventando «l’oratorio» come lo intendiamo oggi: un luogo di ritrovo, animazione, formazione cristiana e ricreazione ludica per tutto l’anno.

Le suore di Maria Bambina, impegnate nell’oratorio sin dal 1891, cominciarono a vivere all’interno degli edifici di via Lamarmora proprio negli anni Settanta. La comunità, guidata dalla madre superiora, era impegnata in moltissime attività e tre suore insegnavano alla scuola materna adiacente. La suora responsabile del bar cercava di rendere accogliente e raccolto un luogo di ritrovo così frequentato. E infine un’altra suora si occupava del decoro della cappella, ristrutturata proprio a metà degli anni Settanta.

«Ricordo che in ogni ambiente erano presenti le suore, figure affidabili e costanti nel loro servizio. Il 1974 è stato uno dei primi anni in cui abbiamo avviato l’esperienza dell’oratorio feriale estivo». Donatella Fontani, toscana di origine, ma seregnese dal 1966, descrive così quegli anni di grande fermento. «Ricordo di aver investito tutti i mesi di vacanza per questa iniziativa. A differenza di oggi, però, l’oratorio feriale era un motivo di scelta, un modo per investire i pomeriggi d’estate piuttosto che perdere le vacanze in futilità. Ora invece per molte famiglie è una necessità. In altre parole, molte di noi partecipavano all’oratorio feriale, pur avendo a casa la mamma. Sceglievamo di trascorrere le giornate così, perché eravamo convinte che lì potevamo formarci meglio che in qualunque altro luogo».

Di certo l’oratorio femminile Maria Immacolata ha conosciuto il suo splendore negli anni Settanta, quando gli assistenti erano don Giuliano Sala (1963-1973), don Angelo Viganò (1973-1974) e don Ferdinando Mazzoleni (1974-1981). Col passare del tempo si è sentita sempre di più l’esigenza di formare un unico oratorio, misto, come la maggior parte degli oratori milanesi. Fusione che è avvenuta definitivamente nel 2002. Ora l’edificio di via Lamarmora accoglie un asilo nido, la scuola materna, diverse associazioni sportive (tra cui gruppi di danza, pattinaggio e pallavolo), la scuola di italiano per stranieri. Molti locali vengono affittati anche per festeggiare battesimi e compleanni.

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