Federica Colzani, responsabile per l’Italia delle Donne, riflette sui laici come «centro solido» quali li auspica l’Arcivescovo

di Annamaria BRACCINI

Federica Colzani

Come i laici possono essere quel “centro solido” che chiede l’Arcivescovo? Così risponde Federica Colzani, responsabile per l’Italia delle Donne dell’Opus Dei: «Credo che questo “centro solido” sia il laico stesso quando, ben preparato, agisce con atteggiamento da figlio di Dio e partecipa con il suo lavoro all’opera del Signore per l’uomo».

Ma che significa in concreto? «Cooperare e non competere, interessarsi oltre gli interessi, sorridere e non irridere, integrare culture perché si è persone di cultura. Insomma, occorre investire in educazione umana, essendo araldi del Vangelo ed “esperti in umanità”, come diceva san Giovanni Paolo II.

«L’espressione Il campo è il mondo mi sembra che definisca esattamente come si possa vivere da fedeli diocesani e dell’Opus Dei», con una annotazione personale: «In questi giorni un’amica mi raccontava come è stata vicina a una persona che ha subìto un ridimensionamento del lavoro. Un’altra mi diceva che cerca di accompagnare una coppia con figli piccoli perché non si arrivi alla separazione. In questo ci sentiamo in sintonia perfetta con l’invito a essere parte cooperante della vita diocesana. Vorrei anche ricordare come le scuole che si ispirano al carisma di san José Maria Escrivà si siano da sempre definite “Centri scolastici”, appunto a indicare quella comunità educante dove a ognuno è chiesto di dare il proprio contributo».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi