Le riflessioni di don Fabio Landi, viceresponsabile del Servizio diocesano Irc, e del dirigente scolastico Roberto Bellini sul paragrafo “Cultura ed educazione” del documento redatto dal laicato ambrosiano

di Filippo MAGNI

Don Fabio Landi

«Tutte le collaborazioni, senza indebite ingerenze, sono vitali per la scuola: da sola non ce la farebbe a sostenere a pieno il proprio compito educativo». È l’opinione di don Fabio Landi, viceresponsabile del Servizio per l’insegnamento della religione cattolica della Diocesi di Milano, a commento del paragrafo “Cultura ed educazione” del documento “Un contributo per il bene comune della città”.

Le 15 associazioni che hanno scritto il testo auspicano che sia messa a tema delle campagne elettorali la «virtuosa collaborazione tra pubblico e privato», nella quale «la libertà di educare deve potersi esprimere nelle forme diverse e plurali che le scuole e le molte agenzie educative delle nostre città rappresentano». «Nella Diocesi ambrosiana – aggiunge don Landi – sono in atto forme di collaborazioni proficue, che ci auguriamo siano portate avanti e incentivate, anche nella direzione della legge 107 della cosiddetta “Buona scuola”».

«La libertà di educazione – prosegue il documento – favorisce ed è favorita dalla libertà religiosa, un valore imprescindibile per la città contemporanea. Occorre perciò promuovere condizioni concrete perché le diverse religioni siano praticate e rispettate, anche nella loro espressione pubblica come ad esempio la costruzione di luoghi di culto». «Nelle classi si realizza oggi una “convivenza obbligata” tra ragazzi di differenti religioni, culture, nazionalità – prosegue Landi -. Questa sarà una grande ricchezza, se saremo in grado di partire da lì, dalle scuole, per costruire il futuro».

Roberto Bellini è dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Giusti-d’Assisi. Guida due scuole primarie e una secondaria situate tra via Palermo e via Giusti, a due passi da via Paolo Sarpi: «Credo di poter dire che oggi, almeno da noi, la libertà di culto non sia un tema all’ordine del giorno perché lo diamo per acquisito. Le famiglie sono libere di scegliere se far seguire ai propri figli le ore di religione, oppure una materia alternativa. In periodi forti dell’anno, penso al Natale, tutti hanno dimostrato grande rispetto e comprensione del momento che si stava vivendo».

È particolarmente condivisa, dal dirigente, l’affermazione del documento secondo cui «cultura ed educazione» sono «ambiti fondamentali per immaginare prospettive di cambiamento e ridestare la persona a un interesse per la vita comune e la cosa pubblica». Anche attraverso il riconoscimento di «legalità e giustizia come temi necessari» all’interno dei «processi culturali e formativi a tutti i livelli». «Rientrano per noi nel più ampio capitolo della buona cittadinanza – precisa Bellini -. Significa affrontare anche temi quali il bullismo, la solidarietà, l’uso consapevole dei social network. Li esploriamo attraverso progetti specifici che coinvolgono persone competenti a diversi livelli: possono essere gli agenti della Polizia locale, i nonni, oppure le associazioni».

La strada della collaborazione è decisiva anche secondo il dirigente: «Gli istituti hanno bisogno di un’amministrazione comunale attenta alle loro esigenze, e finora la disponibilità è stata ampia. Mi auguro si possa proseguire su questa linea, aumentando quanto più possibile il coinvolgimento su tutti i fronti, per esempio quello dei genitori». Le scuole crescono, conclude, «nel confronto con le istituzioni e favorendo momenti di incontro tra diversi istituti: dialogare e conoscersi sono le azioni che più stimolano a migliorare».

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