Il vicario di Zona monsignor Cresseri commenta la follia omicida costata la vita a Franco Mercadante. A Cesate, città di residenza della vittima, i giovani dell’oratorio hanno pregato per lui

di Francesca LOZITO

omicidio autolavaggio Cinisello Balsamo

La follia omicida più assurda, un uomo che perde la vita per mano di un altro uomo. Si riassume così quanto accaduto in un pomeriggio di follia martedì scorso nei pressi di un autolavaggio in via De Amicis 52 a Cinisello Balsamo, dove il 34enne Davide Frigatti ha assalito con un coltello tre persone, uccidendo Franco Mercadante, 52 anni, titolare dell’autolavaggio, e ferendo gravemente le altre due.

Due le comunità cristiane sgomente a riflettere sull’insensatezza dell’accaduto. Una è quella di Cesate, dove viveva la vittima, di cui non sono ancora stati fissati i funerali. Ieri il responsabile della Pastorale giovanile cittadina don Achille Fumagalli si è raccolto in preghiera con i giovani per «una tragedia inaspettata e assurda», come l’ha definita nei giorni scorsi.

Proveniente da Senago, Mercadante viveva a Cesate dal 2004. Lascia la moglie Maria, impiegata all’Ospedale Salvini di Garbagnate e amministrativa alla scuola di Specializzazione per infermieri, e due figli di 10 e 17 anni. Fra pochi giorni sarebbero dovuti partire tutti insieme per una crociera. Frequentavano la parrocchia dei Santi Alessandro e Martino, partecipando alla messa alla domenica. «Una famiglia legata alla nostra parrocchia – ha detto ancora don Achille, recatosi subito a casa Mercadante insieme al sindaco Giancarla Marchesi -. Quanto è accaduto è sconcertante, siamo tutti molti scioccati. Nicolò, il figlio più piccolo, a maggio ha fatto la Comunione e ricordiamo quei momenti di gioia. Ora possiamo solo stare vicini alla famiglia e far sentire tutta la nostra solidarietà. Le parole non bastano».

Shock naturalmente anche sul luogo dell’accaduto, Cinisello Balsamo. Il vicario episcopale di zona monsignor Piero Cresseri afferma: «Il dolore di questo avvenimento non può che sconcertare. Nelle nostre comunità dobbiamo stare attenti al segnale di disagio che oggi proviene da questi accadimenti. Ci sono persone che danno incredibili segni di sofferenza per le condizioni economiche (il giovane che ha ucciso aveva perso il lavoro e viveva di impieghi saltuari, ndr)».

Nello stesso tempo per monsignor. Cresseri occorre porre «maggiore attenzione nell’educazione dei giovani, tema che a Cinisello è molto sentito».

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