Assunzioni in aumento, anche se al dato contribuiscono lavoratori interinali e contratti a progetto. Stranieri ricercati solo da 7 aziende su 100

di Claudio URBANO

Dalle imprese arrivano notizie confortanti, o quantomeno non negative, sui numeri dell’occupazione a Milano e provincia. Nei primi tre mesi del 2015, infatti, secondo una rilevazione della Camera di Commercio le aziende prevedono assunzioni stabili rispetto allo scorso anno, mentre i nuovi assunti crescono se si guardano tutti i tipi di contratto: considerando anche i lavoratori stagionali e i cosiddetti contratti atipici, infatti, l’occupazione crescerà, con 21.190 entrate contro 13.670 uscite dal mercato del lavoro. Per vedere un segno + ci si affida dunque ancora alle assunzioni di lavoratori interinali e a progetto, che saranno più di 7.000, ovvero circa un terzo del totale. Altissima soprattutto la mobilità, visto che probabilmente saranno circa 12 mila le persone che cambieranno lavoro in questo primo scorcio di 2015.

Rispetto agli ultimi due anni la situazione sembra migliorare soprattutto per i giovani, che verranno scelti dalle imprese in un caso su tre (come era stato nel 2012), mentre nel 2013 arrivavano dai giovani solo un quarto delle nuove assunzioni.

Il quadro è comunque molto sfaccettato, e non tutte le categorie possono vedere rosa. Saranno in difficoltà per esempio gli stranieri, ricercati solo nel 7% dei casi, mentre nel 2012 rappresentavano il 14% delle assunzioni. La popolazione immigrata coprirà comunque quasi la metà delle richieste nelle professioni sanitarie e assistenziali, e un quinto delle assunzioni generiche.

Le imprese d’altra parte premiano esperienza e competenze, cercando in un caso su tre (32%) personale molto qualificato, come dirigenti, tecnici e specialisti nei vari settori. Un dato che, come è facile aspettarsi, è superiore alla media nazionale, dove le competenze specialistiche sono richieste solo in un caso su cinque (22%). Non è detto però che le imprese cerchino solo laureati, anzi. A guidare la classifica dei profili giudicati «di difficile reperibilità» ci sono infatti gli operai meccanici ed elettromeccanici (non facili da trovare nel 66% dei casi) e lo stesso avviene per gli addetti alla sicurezza (31%), mentre continuano a essere molto ricercati gli ingegneri, tanto che la selezione sarà difficoltosa almeno per un’impresa su quattro.

Discorso diverso, per esempio, per i commessi e il personale qualificato nelle attività commerciali. Le aziende ne chiedono 1200, di cui sei su dieci con esperienza, ma in questo caso evidentemente la platea di lavoratori disponibili è ampia, dunque solo sei imprese su cento prevedono difficoltà nel reperire la forza lavoro. Molti posti disponibili, ma anche ampia offerta nelle professioni economiche, con solo un’impresa su dieci in difficoltà nelle selezioni.

A Milano dunque la formazione viene premiata più che altrove, con il 22% delle ricerche rivolte ai laureati, mentre a livello nazionale l’indicatore si ferma al 14%. Allo stesso tempo, però, il tessuto produttivo sembra comunque nutrirsi soprattutto di esperienza, cercando soprattutto “mestieri” e tecnici qualificati.

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