Ricerca promossa dalla Camera di Commercio e realizzata dalla Bocconi: ’ndrangheta coinvolta nell’84% dei procedimenti; seguono Cosa Nostra (7%), Sacra Corona Unita (5%) e camorra (2%)

di Cristina CONTI

Cresce la criminalità organizzata a Milano. Anche se il fenomeno è ancora limitato. I dati emergono da una ricerca promossa dalla Camera di Commercio di Milano e realizzata dall’Università Bocconi, in collaborazione con Assimpredil Ance e il Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale.

Negli ultimi dieci anni sono 762 i soggetti indagati nell’ambito dei 62 procedimenti avviati presso la Procura della Repubblica di Milano per il reato di associazione di stampo mafioso (416-bis). I picchi di indagati sono nel 2006 e tra il 2010 e  il 2012. Circa la metà sono stati riconosciuti colpevoli.

Il sistema cerca di toccare le imprese in un caso su cinque e la tendenza è cresciuta dal 2010. Ma per fortuna si tratta di un fenomeno ancora limitato, se si considerano le quasi 290 mila imprese dell’economia milanese. «È fondamentale che ci sia tolleranza zero e a 360 gradi nei confronti della criminalità organizzata, così come nei confronti della microcriminalità – dichiara Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano -. Da parte di imprese e associazioni ci deve essere l’impegno a respingere sempre e comunque la richiesta estorsiva e a denunciare, contribuendo così a disarticolare il circuito criminale che, attraverso usura, appalti e subappalti, riciclaggio di capitali ed estorsione si infiltra nel tessuto delle attività economiche».

È la ’ndrangheta l’associazione mafiosa maggiormente coinvolta nei procedimenti avviati a Milano, con un’incidenza dell’84% sul totale. Seguono Cosa Nostra con il 7%, la Sacra Corona Unita col 5% e la camorra con il 2%.

Se si considera il numero di delitti denunciati dalla Forze di Polizia all’Autorità Giudiziaria, a fronte di una sostanziale stabilità a livello italiano, si osserva un significativo incremento delle persone denunciate, +2.150%: da 8 indagati per 3 delitti nel 2000 si è passati infatti a 180 soggetti per 3 delitti nel 2010 (ultimo dato disponibile).

Tra gli inquisiti il 17% è imprenditore (126 su 762) e nel 12,8% dei casi il suo ruolo nell’associazione è proprio quello di organizzatore o addirittura di promotore dell’attività criminosa. Le attività criminali compiute, infine, prevalgono di poco sui reati di tipo economico, 51% rispetto al 49%.

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