L’impegno formativo alla luce dell’Anno della Fede è finalizzato a far crescere la comunione ecclesiale della Diocesi secondo lo spirito del Concilio

di Valentina SONCINI
Presidente Azione Cattolica ambrosiana

Valentina Soncini

L’Anno della Fede sta per iniziare dandoci l’opportunità di sostare sul “non ovvio” della vita cristiana. Cosa possiamo cogliere in questa occasione di approfondimento? Domande, tentazioni, prove, inviti all’impegno, alla testimonianza sono dimensioni che non sfuggono a chi si sofferma a riflettere sulla vita dei credenti in un contesto fortemente secolarizzato. Eppure ciò che chiede di essere innanzitutto contemplato è il dono di grazia che suscita la fede.

Bene lo rivela il titolo della Lettera pastorale del cardinale Scola, Alla scoperta del Dio vicino. È Dio che, continuando a farsi vicino, ancora oggi suscita la fede, rivelandosi e donandosi. L’Anno della fede è dunque Anno di Grazia da accogliere e vivere. Tutto l’impegno tipicamente formativo, che l’Azione cattolica ha progettato soprattutto in questo anno, alla luce di Porta Fidei e della lettera dell’Arcivescovo, è rivolto ad adulti, giovani e ragazzi perché possano compiere passi nella fede sulla via della santità e perché possano far crescere il "noi ecclesiale" della Chiesa diocesana in ogni sua articolazione secondo lo spirito del Concilio Vaticano II.

Due appuntamenti rivolti a tutti racchiudono l’anno. Anzitutto la veglia di preghiera “La Chiesa bella del Concilio”, che sarà l’11 ottobre sera a Milano per l’avvio dell’Anno della fede, e il 50° di apertura del Vaticano II. Essa è stata organizzata insieme a molte altre aggregazioni e realtà ecclesiali, segno che il Concilio ci ha coinvolto, formati e ancora oggi ci chiede di andare con coraggio verso il futuro. L’altro appuntamento unitario sarà il 18 maggio con la riedizione della “Camminata del Sì”. Sarà l’occasione preziosa di incontro tra tutta l’associazione e l’Arcivescovo con il quale ridire questo sì personale e comunitario alla fede e affermare la disponibilità ad essere testimoni ogni giorno della bellezza della fede.

Le proposte formative dell’Azione cattolica si rivolgono poi a ciascuna fascia d’età con iniziative volte a far compiere un rinnovato cammino spirituale. E si sottolineerà molto lo stile della comunione, perché nessuno deve sentirsi solo nel cammino di fede. La cura di cammini per adulti vuole essere capillare con la proposta di lectio in un numero sempre crescente di decanati secondo il tema tratto dagli Atti degli Apostoli “E molti credettero” e l’itinerario “Bethlehm” di silenzio e ascolto della Parola presso l’Eremo San Salvatore sul tema “Nella fede stranieri e pellegrini – Credere, cercare, vedere”. Una cura particolare viene rivolta agli animatori dei gruppi di ascolto con il testo “La tua fede ti ha salvato” e ai gruppi di spiritualità familiare a cui l’Ac offre tradizionalmente un testo, quest’anno intitolato Famiglia porta della fede.

In una molteplicità di luoghi in tutta la Diocesi i gruppi di adulti di Azione cattolica vivono itinerari di formazione aperti a tutti sul tema dell’appartenenza ecclesiale, sullo stile di una Chiesa che vuole essere fedele al suo Signore e insieme in cammino con l’uomo d’oggi in ogni situazione. L’impostazione degli itinerari e della formazione che l’Azione cattolica propone è sempre attenta a porre in stretta relazione fede e vita, in un continuo scambio che conduca a una vita profondamente unitaria e radicata nella fede. Alla luce del tema di quest’anno sulla fede, questa modalità formativa per laici potrà far emergere le tante domande che interrogano la vita e la fede, smascherandone le tentazioni e incoraggiando nelle prove. Lo stile del domandare sarà praticato, come si legge nella lettera dell’Arcivescovo, con particolare cura nei confronti dei giovani secondo il percorso di Pastorale giovanile “Varcare la soglia”.

L’Azione cattolica Giovani si sente coinvolta e partecipe in questa nuova scommessa verso i coetanei: già nell’estate sono state raccolte domande e riflessioni sulla fede. Parlare di fede ai giovani e con i giovani significa accogliere l’intenzione più profonda del Concilio, di "aggiornare" le forme dell’evangelizzazione. Anno della fede e Concilio saranno allora ripresi insieme dall’Ac Giovani in un laboratorio organizzato per la Pastorale giovanile. Anche il pellegrinaggio per giovani tra l’11 e il 14 ottobre sulle orme di Giovanni XXIII e Paolo VI vorrà favorire questa ricerca di fede personale ed ecclesiale. I gruppi dei ragazzi dell’Acr saranno chiamati a momenti diocesani di intensa spiritualità per riscoprire le “porte” di ingresso della propria giovane vita di fede. I Meeting della pace di gennaio saranno occasione preziosa per testimoniare in modo pubblico da ragazzi il valore della pace che è espressione di fede in Dio Padre di tutti. Anche i ragazzi infine concorreranno a far leggere il Concilio ai loro amici tramite una mostra itinerante. Come chiede l’Arcivescovo queste e molte altre iniziative intendono portare a concentrarci sull’essenziale e cioè sul «rapporto con Gesù che consente l’accesso alla Comunione trinitaria e rende partecipi della vita divina».

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