IV feria dopo l'Epifania

Ct 2, 1; 4, 1a. 3b. 4a; 7, 6; 8, 11a. 12a. 7a-b; Sal 79 (80); Mt 22, 1-14

Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. (Ct 8,7a-b)

Normalmente l’acqua è in grado di spegnere il fuoco e neutralizzare la sua forza; in questo caso, invece, l’amore è più resistente di qualsiasi tentativo di soffocarlo. Nella Scrittura l’acqua indica il caos, ciò che non si riesce a governare, ma proprio l’amore può annientare il disordine, come una forza capace di far crescere, di dilatare il bene.
Innanzitutto si può riconoscere di essere raggiunti dal dono di quell’amore, un amore che consente di mirare a una vita piena, diventando a propria volta strumento perché anche altri siano raggiunti direttamente da quella stessa forza.

Preghiamo

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici
ed essa ha riempito la terra. 

dal Salmo 79 (80)

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